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Milano Domenica 21 ottobre al Teatro alla Scala – concerto inaugurale del 27mo FESTIVAL MILANO MUSICA

Posted by Freemilano su 22 ottobre 2018

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27° Festival Milano Musica

GYÖRGY KURTÁG. ASCOLTANDO BECKETT

DOMENICA 21 OTTOBRE 2018 ORE 20

Teatro alla Scala

Inaugurazione

Filarmonica della Scala

Gergely Madaras, direttore

György Kurtág Jr., sintetizzatore

Mike Svoboda, trombone

György Kurtág (1926), György Kurtág Jr. (1954)

Zwiegespräch. Dialogo per sintetizzatore e orchestra (2015)

Trascrizione per orchestra di Olivier Cuendet (1953)

Prima esecuzione in Italia

Pascal Dusapin (1955)

Watt per trombone e orchestra (1994)

Igor Stravinskij (1882—1971)

Petruška (1947)

RAI Radio3 trasmetterà il concerto in diretta radiofonica

In coproduzione con Teatro alla Scala e Filarmonica della Scala

Con il sostegno di Intesa Sanpaolo

fondazionelascala.itmilanomusica.org

segue..

Milano, 15 ottobre 2018

 

27° Festival Milano Musica

20 ottobre – 26 novembre 2018

GYÖRGY KURTÁG. ASCOLTANDO BECKETT

 

DOMENICA 21 OTTOBRE 2018, ORE 20

Inaugurazione

 

Teatro alla Scala

 

Filarmonica della Scala

Gergely Madaras, direttore

György Kurtág Jr., sintetizzatore

Mike Svoboda, trombone

 

György Kurtág (1926), György Kurtág Jr. (1954)

Zwiegespräch. Dialogo per sintetizzatore e orchestra (2015, 14’)

Trascrizione per orchestra di Olivier Cuendet (1953)

Prima esecuzione in Italia

 

Pascal Dusapin (1955)

Watt per trombone e orchestra (1994, 17’)

 

Igor Stravinskij (1882—1971)

Petruška (1947, 34’)

 

Per ricordare Luciana Pestalozza e Claudio Abbado

 

RAI Radio3 trasmetterà il concerto in diretta radiofonica

In coproduzione con Teatro alla Scala e Filarmonica della Scala

Con il sostegno di Intesa Sanpaolo

 

What is the Word 1

Kurtág in ascolto di passato e presente

 

Il concerto sinfonico che inaugura Milano Musica offre chiaro al pubblico il “motivo” del Festival 2018: l’influenza di György Kurtág sulla musica del presente e il suo dialogo con il passato.  La forza di un maestro si misura sull’autorevolezza con cui l’artista lancia il suo sguardo avanti e indietro; autorevolezza che il programma della Filarmonica della Scala diretta da Gergely Madaras mette subito in luce.

Il primo brano dei tre in programma è già un dialogo esso stesso, dentro Kurtág, fra due Kurtág e due concezioni dell’espressione contemporanea. Zwiegespräch, composto nel 1999 insieme al figlio György jr. come una «conversazione a due» per quartetto d’archi ed elettronica, diventa per otto anni l’oggetto mutevole di un confronto continuo fra due modi differenti di pensare la musica e le nuove tecnologie, sottoponendo la partitura a continue revisioni, modificando l’ordine dei movimenti, realizzando nuovi esperimenti.  «Comunicavamo le nostre idee attraverso metafore – ricorda György jr. – […] una volta ho detto che stavo pensando a una musica come una goccia d’acqua che sta per cadere, ma non so quando. E mio padre ha scritto il primo movimento del lavoro intitolato: Lacrime».  Nel 2012 – annota Gianluigi Mattietti nelle note di sala –  il direttore svizzero Olivier Cuendet […] ne ha fatto una trascrizione per orchestra in quattro movimenti, poi ampliata nel 2014 nella versione definitiva in nove movimenti. La parte del sintetizzatore (che ha ampi margini di improvvisazione) si alterna più che fondersi con l’orchestra, che sfrutta a sua volta sonorità particolari, come quelle di due flauti dolci (sopranino e tenore), di un pianoforte verticale (con pedale di sordina) e di un vasto set di percussioni. Magico il finale: «Dopo un assolo per sintetizzatore (Tempest), e la polifonia frenetica di Féerie, Zwiegespräch si conclude con un movimento lento (Solace) dominato da magiche bolle di suono che sembrano provenire dal nulla e scomparire nel nulla». (Mattietti)

 

Il secondo brano è il riflesso di Kurtág sulla contemporaneità, nel segno di Beckett (dal quale è nata l’opera nuova, Samuel Beckett: Fin de partie, che debutta in prima mondiale in Scala il 15 novembre). Watt è infatti un concerto per trombone e orchestra composto da Pascal Dusapin nel 1994 e ispirato all’omonimo romanzo di Beckett (1953): la storia di un uomo, Watt, che va a servire nella casa di un certo signor Knott, per poi finire in manicomio, dove questo strano “servizio” viene raccontato con acido umorismo. Il rapporto servo-padrone (che ritornerà in Clov-Hamm, in Finale di partita), la descrizione non solo di un accadimento, ma di tutte le sue possibili varianti, sono i tratti caratteristici e indubitabilmente beckettiani del romanzo. «Sono stato affascinato dal personaggio di Watt – dice Dusapin –, dalla sua solitudine, dalle sue battaglie. Lotta contro se stesso e contro quelli che lo circondano. Il tema delle forze antagoniste che percorre l’opera di Beckett è molto forte». «Il risultato è una partitura dal carattere teatrale – osserva Mattietti –, concepita come un monologo del trombone, che interviene nel discorso musicale come un vero e proprio attore […] in un contesto orchestrale minaccioso e carico di tensione, sfruttando le estreme potenzialità, anche ludìche, dello strumento solista».

 

Nei tratti drammatici e grotteschi di Watt c’è un filo che corre anche al grande capolavoro del 1911, Petruška, con cui Igor Stravinskij diede una tripla spallata, insieme all’Uccello di fuoco prima e alla Sagra della Primavera poi, alla grande orchestra dell’Ottocento. Il nucleo di quel che Fokine tradurrà in un capolavoro della danza, nasce dall’idea di scrivere un pezzo da concerto per pianoforte e orchestra ispirato da «un burattino scatenato (Petruška) che, con le sue diaboliche cascate di arpeggi esaspera la pazienza dell’orchestra, la quale a sua volta gli replica con minacciose fanfare […] fino all’accasciarsi doloroso e lamentevole del povero burattino». «L’idea delle emozioni imprigionate nel corpo di una marionetta – sottolinea Mattietti – suggerì a Stravinskij l’uso di materiali musicali di tipo meccanico, di sonorità aspre e percussive, di nette contrapposizioni di blocchi sonori, di timbri stridenti che imitassero il suono delle orchestrine popolari o degli organetti di Barberia».

 

Concerto in abbonamento

Biglietti € 40/20/10/5

Biglietteria del Teatro alla Scala – Largo Ghiringhelli 1 (10.30 – 18.00)

 

Gergely Madaras

 

Gergely Madaras è stato recentemente nominato Direttore Musicale Designato dell’Orchestre Philharmonique Royal de Liège, per un incarico triennale a partire da settembre 2019.

Madaras è inoltre Direttore Musicale dell’Orchestre Dijon Bourgogne e Direttore Principale della Savaria Symphony Orchestra in Ungheria, dove ha ottenuto grande successo di pubblico rafforzando i legami con le città di sede.

Madaras è regolarmente direttore ospite, sul palco e in studio di registrazione, di importanti orchestre quali: BBC Symphony, Hallé, BBC Philharmonic, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestre Philharmonique de Radio France, Copenaghen e Oslo Philharmonic, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Scottish Chamber Orchestra, Münchener Kammerorchester e Academy of Ancient Music.

Inoltre, Madaras ha lavorato con le orchestre sinfoniche di Houston, Melbourne e Queensland e con l’Auckland Philharmonia. È stato ospite della English National Opera, della Dutch National Opera, della Hungarian State Opera e del Grand Théâtre de Genève, distinguendosi anche nel repertorio operistico.

Pur legato da sempre al repertorio tradizionale classico e romantico, Madaras è appassionato conoscitore di Bartók, Kodály e Dohnányi e stretto è il suo legame con la musica contemporanea. Ha diretto oltre cento brani scritti dopo il 1970 e ha collaborato con compositori quali Pierre Boulez, George Benjamin e Peter Eötvös.

 

György Kurtág Jr.

György Kurtág Jr. è un compositore, performer e ricercatore specializzato nel design di metodi innovativi per l’insegnamento di strumenti digitali. Affascinato dallo studio dei comportamenti musicali, Kurtág Jr. sviluppa il proprio lavoro principalmente sulla base della Teoria dell’Intelligenza Collettiva (Collective Intelligence Theory). La sua ricerca include l’acquisizione e l’analisi dei gesti musicali. Ha inoltre contribuito allo sviluppo di: Méta-Mallette (Puce-Muse-Paris), Continuator Project (Sony C.S.L-Paris), Dolabip (SCRIME-Bordeaux), Midi controller per chitarra di Shadow (Germania).

Attualmente è il coordinatore principale del Dipartimento Arts&Sciences dello studio SCRIME, presso l’Università di Bordeaux. Negli anni ’80, György Kurtág Jr. ha collaborato con alcuni tra i più importanti ricercatori-compositori americani nell’ambito della computer music quali John Chowning, Tod Machover, George E. Lewis e David Wessel all’IRCAM. Tutte queste esperienze lo hanno spinto a creare un originale universo musicale e digitale.

 

Mike Svoboda

Nel suo triplice ruolo di trombonista, compositore e didatta, Mike Svoboda è tra le più originali personalità musicali del nostro tempo, capace di costruire forti legami con gli ascoltatori attraverso la qualità delle sue interpretazioni.

Svoboda sta ampliando significativamente il proprio repertorio strumentale, ha eseguito più di 400 brani, tra cui numerosi concerti per trombone, a fianco di orchestre quali WDR Symphonieorchester, Bochumer Symphoniker, SWR Symphonieorchester, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, BBC Scottish Symphony Orchestra, Bruckner Orchester Linz e Sinfonieorchester Basel sotto la direzione di Stefan Asbury, Peter Rundel, Jonathan Nott, Ilan Volkov e Dennis Russell Davis.

I compositori con cui Mike Svoboda ha lavorato negli ultimi trent’anni testimoniano la varietà del suo repertorio: Sandeep Bagwahti, Sidney Corbett, Christian Jost, Manuel Hidalgo, Heinz Holliger, Benedict Mason, Wolfram Schürig, Martin Smolka, Mattias Spahlinger, Bernd Thewes e Frank Zappa. Ha eseguito in prima mondiale la Canzona per sonare per trombone alto e due gruppi orchestrali di Wolfgang Rihm, Voyage III di Toshio Hosokawa, il lavoro di teatro musicale As I Crossed a Bridge of Dreams di Peter Eötvös, NUN per flauto, trombone e orchestra di Helmut Lachenmann e il concerto per trombone e orchestra di Georg Friedrich Haas. È stato interprete della prima tedesca del concerto per trombone di Michael Nyman e di quello di Iannis Xenakis, Troorkh. Nella prossima stagione debutterà alla Elbphilharmonie con la prima esecuzione di un brano per soprano, trombone e ensemble di Beat Furrer.

Dal 2007 è professore di trombone e musica da camera contemporanea alla Hochschule für Musik Basel.

 

Filarmonica della Scala

Claudio Abbado fonda la Filarmonica della Scala insieme ai musicisti scaligeri nel 1982. L’anno seguente la Filarmonica si costituisce in associazione indipendente. Carlo Maria Giulini guida le prime tournée internazionali; Riccardo Muti, Direttore Principale dal 1987 al 2005, ne promuove la crescita artistica e ne fa un’ospite costante nelle più prestigiose sale da concerto internazionali. Da allora l’orchestra ha instaurato rapporti di collaborazione con i maggiori direttori tra i quali Leonard Bernstein, Georges Prêtre, Lorin Maazel, Wolfgang Sawallisch, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Zubin Mehta, Esa-Pekka Salonen, Yuri Temirkanov, Daniel Harding, Daniele Gatti. Dal 2015 Riccardo Chailly ha assunto la carica di direttore principale.

La Filarmonica realizza la propria stagione di concerti ed è impegnata nella stagione sinfonica del Teatro alla Scala. Sono oltre 600 i concerti all’estero tenuti durante le numerose tournée. Ha debuttato negli Stati Uniti con Riccardo Chailly nel 2007 e in Cina con Myung-Whun Chung nel 2008. Nella scorsa stagione è apparsa in tournée in Europa guidata da Riccardo Chailly con concerti a Londra, Parigi, Budapest, Vienna e Lucerna, a Istanbul con Daniel Harding e Daniil Trifonov. Dopo i recenti concerti a Ljubljana, Wiesbaden, Gstaad e Grafenegg con Christoph Eschenbach, a Milano, Torino e Verona con Myung-Whun Chung, la Filarmonica è attesa in tournée a gennaio a Madrid, Parigi, Amsterdam, Lucerna, Lahti, Stoccolma, Baden-Baden con Riccardo Chailly.

Da cinque anni è protagonista del Concerto per Milano, il grande appuntamento sinfonico gratuito in Piazza Duomo, tra le iniziative Open Filarmonica nate per condividere la musica con un pubblico sempre più ampio, di cui fanno parte anche le Prove Aperte, il cui ricavato è devoluto in beneficenza ad associazioni non profit milanesi che operano nel sociale, e il progetto Sound, Music! dedicato ai bambini delle scuole primarie milanesi.

Particolare attenzione è rivolta al repertorio contemporaneo: la Filarmonica della Scala commissiona ogni anno una nuova composizione orchestrale ai compositori del nostro tempo. Hanno scritto per la Filarmonica autori quali Giorgio Battistelli, Carlo Boccadoro, Azio Corghi, Luis de Pablo, Pascal Dusapin, Peter Eötvös, Ivan Fedele, Matteo Franceschini, Luca Francesconi, Carlo Galante, Mauro Montalbetti, Salvatore Sciarrino, Giovanni Sollima, Fabio Vacchi.

Consistente la produzione discografica per Decca, Sony ed Emi: in occasione del bicentenario verdiano ha inciso con Riccardo Chailly il CD Viva Verdi (Decca) che è risultato il disco di musica classica più venduto del 2013 in Italia, e pubblicato di recente anche in DVD. Con Sony ha intrapreso il progetto ’900 Italiano, articolato in 3 DVD diretti da Georges Prêtre, Fabio Luisi e Gianandrea Noseda. Decca ha rilasciato il CD con la registrazione dal vivo della Sinfonia n. 9 di Mahler diretta da Daniel Barenboim alla Scala il 15 novembre del 2014. Da gennaio 2017 è disponibile il nuovo CD Decca diretto da Chailly che include Ouvertures, Preludi e Intermezzi di opere che hanno avuto la “prima” al Teatro alla Scala. Due nuovi CD diretti da Chailly sono in uscita nella stagione 2018-2019.

L’attività della Filarmonica della Scala non attinge a fondi pubblici ed è sostenuta da UniCredit, Main Partner istituzionale dell’Orchestra e dallo Sponsor Allianz.

 

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