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Milano, nuovo centralissimo Hotel Milano Castello, in via San Tomaso 2

Posted by Freemilano su 6 giugno 2019

#Milano Nuovo #centralissimo #HotelMilanoCastello, in via San Tomaso 2 #hotels #arte www.hotelmilanocastello.com

hotel-milano-castello
E’ stato presentato alla stampa ieri, 5 Giugno, il nuovo Hotel Milano Castello, in via San Tomaso 2 nel centro di Milano, con la presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno alla inaugurazione, un raffinato concept di hotel, di proprietà della famiglia Figliola, che vede l’incontrarsi dell’ospitalità con l’arte, con presentazione della permanente dello scultore Romano Rui (1915-1997).

Milano, 5 Giugno 2019

– La notizia: Un nuovo albergo a Milano- Hotel Milano Castello – in pieno centro, esprime l’Arte dell’accoglienza tutta italiana con una formula di servizi improntati al reale benessere dei clienti e un ambiente di alto valore estetico e culturale grazie anche a una permanente del celebre scultore Romano Rui, presente in piazze, palazzi e musei della città e nel mondo.

– Il progetto dell’architetto Gabriele Pozzi, specializzato nel settore dell’Hotellerie.

– Gli albergatori, i fratelli Figliola: La forza di una famiglia al servizio dell’ospitalità milanese.

– Ri-scoprire Romano Rui a 42 anni dalla morte: Così ‘milanese’, così internazionale.

HOTEL MILANO CASTELLO – L’ARTE DELL’ACCOGLIENZA

Il nuovo albergo nel cuore di Milano

offre una permanente del celebre scultore Romano Rui

A due passi dal Castello Sforzesco e dal Duomo, in una location storica, in via S. Tomaso 2, affacciato su un giardino interno adornato di colonne antiche e opere dello scultore Rui, presente in luoghi topici di Milano come piazza San Babila, la struttura offre 34 camere e un ambiente contemporaneo tra arte, design e funzionalità, su progetto dell’architetto Gabriele Pozzi.

Anche se aperto da poco è stato da subito apprezzato da una clientela nazionale e internazionale. Gli ospiti stranieri sono circa il 70%.

www.hotelmilanocastello.com

Per chi ritiene che il vero lusso oggi siano la tranquillità e la semplicità sposate alla bellezza e all’arte, il nuovo Hotel Milano Castello, in pieno centro a Milano, è la soluzione più contemporanea.

Il palazzo è la ex Casa del Clero di via San Tomaso 2, traversa della pedonale via Dante, che collega il Castello Sforzesco al Duomo.

Varcata la soglia, si entra subito in una sorta di oasi.

Superando la portineria, attrezzata ad elegante e funzionale reception, si percorre un porticato interno adorno di aiuole fiorite, fino all’area comune e a un ampio patio privato, a giardino, tra ulivi, gelsomini e antiche colonne in pietra. 

Qui il silenzio è claustrale. Dedicato, nella bella stagione, alla prima colazione e ai momenti di relax degli ospiti, nonché a eventi speciali, è uno spazio più unico che raro in centro città!

E’ l’arte a condurre l’ospite, avvolgendolo in una relazione discreta e accurata.

Hotel Milano Castello è sede infatti di una esclusiva permanente di sculture e smalti a grande fuoco del celebre e poliedrico artista Romano Rui (1915-1977), in collaborazione con il collezionista proprietario delle sue opere prof. Raoul Pieri.

Sono 29 pezzi unici, come tutte le creazioni di Rui, friulano di nascita ma milanese di adozione, che creano un sottile e potente legame ludico ed estetico tra Hotel Milano Castello e la città, dove Rui ha lasciato il suo segno indelebile, adornando palazzi (in piazza San Babila, in via Verri, via Meravigli…), edifici pubblici (Clinica Pio X) e chiese.

Nel 1979, Milano gli rese onore con una retrospettiva al Palazzo della Permanente, poi su tanto valore è calato il sipario.

Ora, a 42 anni dalla sua scomparsa, il prof. Pieri e la famiglia Figliola, titolare dell’albergo, regalano una ri-scoperta di Rui, tanto più preziosa quanto la collocazione dei capolavori nel particolare spazio fisico dell’Hotel suscita un’emozione unica: il messaggio plastico trascende la materia e la forma per diventare pura Arte dell’Accoglienza.

La risposta del mercato alla proposta dell’Hotel Milano Castello è stata immediata: alta percentuale di occupazione delle camere quasi quotidiana, in settimana business traveller e nel week end turisti da ogni continente. Li vedi perfettamente a loro agio, tra godimento e ammirazione, senza soluzione di continuità con lo stupore ammaliato per l’ultima Cena di Leonardo, la Pietà Rondanini al Castello o le guglie infinite della nostra meravigliosa Cattedrale. Per manager e professionisti di passaggio in città, l’albergo è una parentesi di pace dove ritemprare corpo e mente.

Un altro successo per la famiglia Figliola, già titolare a Milano delle strutture ricettive Hotel Panizza, Hotel Milano Navigli e Hotel Belsit, accomunate dalla cura per tutto quanto serve al reale benessere dei clienti.

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Le camere: singole, doppie, matrimoniali e triple, all’Hotel Milano Castello, sono perfettamente insonorizzate, complete di salottino, ampio bagno privato con rivestimenti in ceramica e Wi-Fi gratuito, televisore da 40″ con pacchetto Sky TV Sport e Cinema, frigo bar e phon. Mantengono la promessa di un soggiorno di straordinaria qualità anche grazie agli arredi, tra design moderno, essenziale, e tocchi vintage, e le ampie superfici dei locali di oltre 20 mq e i bagni con spazio doccia fino a 80 per 160 cm.

Le 4 suite offrono camera matrimoniale e zona living con divano letto per 2 ospiti. Le due suite al piano terra sono dotate di giardino dedicato, mentre le due al terzo piano godono di una terrazza privata di 40 mq. Una suite al piano terra e una al terzo piano sono dotate di vasca idromassaggio Jacuzzi.

E non manca al piano inferiore dell’hotel una palestra attrezzata Tecnogym raggiungibile tramite il moderno e luminoso ascensore.

Sistemi di domotica assicurano la regolazione dei consumi energetici.

I servizi: oltre alla reception h 24 e al giardino interno, si hanno a disposizione, al piano terreno, il bar e la zona relax per i momenti di pausa, e la sala colazioni.

Il personale è multilingue (anche arabo).

I menu sono a base di prodotti bio tradizionali italiani, frutta fresca anche orientale e appena sfornati anche il pane la pasticceria; menu dietetici per vegani, vegetariani e diabetici. Colazione internazionale o italiana tradizionale.

Ogni giorno dalle 18 alle 21 aperitivo gratuito per gli ospiti, da sorseggiare magari seduti in giardino, durante i lunghi mesi caldi.

Dall’Hotel Milano Castello, in dieci minuti, si raggiungono le boutique del quadrilatero della moda e il suggestivo quartiere dell’Accademia di Brera. A 250 metri si trovano le stazioni della linea della Metro M1 (rossa) Cordusio e Cairoli Castello dalle quali si raggiungono rapidamente Fieramilano e RhoFieramilano. Le vicine fermate di tram e autobus ATM consentono di spostarsi comodamente in tutte le altre zone della città, Navigli compresi, con la tipica movida.

“Il fatto di ospitare una mostra permanente personale di un artista come Romano Rui – sintetizza l’architetto Gabriele Pozzi, firma del progetto Hotel Milano Castellocontribuisce a fare di questo sito un luogo dell’anima, nella frenetica vita metropolitana, in netta contrapposizione con quelli che Marc Augé definiva “non luoghi”.

IL PROGETTO DELL’ARCHITETTO GABRIELE POZZI:

“Così ho realizzato un luogo di pace

nel cuore caotico della metropoli”

www.pozziarchitetture.it

La ristrutturazione del fabbricato ex Casa del Clero e la sua trasformazione in hotel è stata realizzata dallo Studio dell’architetto Gabriele Pozzi di Milano, già responsabile degli arredi delle altre strutture ricettive dei Figliola in città: Hotel Panizza, Hotel Milano Navigli e Hotel Belsit.

Le richieste erano di un hotel di fascia alta, tendente per comfort e servizi al 4 Stelle.

La ex Casa del Clero risale agli Anni 60 e la location ben corrisponde alla mission del gruppo Figliola di realizzare strutture ricettive insite nella zona a traffico limitato milanese, aree centrali e di forte importanza.

L’intervento è consistito nella totale riqualificazione degli spazi, creando una struttura di 30 camere e 4 suite su 4 piani, in cui il comfort per il cliente è dato dalla tranquillità del posto, che pur essendo in centro è riparato dai rumori del traffico, dagli spazi verdi e anche dall’ampiezza delle camere, dei bagni, delle terrazze e dei giardini riservati delle suite.

L’idea che ha costituito il filo progettuale è stata quella di creare un’atmosfera che rispondesse alla pace della location, utilizzando arredi dalle linee morbide e non invadenti, ricercati nelle lavorazioni e nei materiali e con un occhio attento alla sostenibilità ambientale utilizzando multistrati provenienti da coltivazioni sostenibili.

Anche per quanto riguarda le scelte di finitura dei pavimenti sono stati privilegiati gres porcellanati che riprendono le tipologie dei marmi in questa ottica.

Significativa la riqualificazione energetica, con utilizzo di serramenti ad alte prestazioni di risparmio energetico, nuovo isolamento termico della facciata, impianti di riscaldamento con fonti energetiche sostenibili.

L’intervento è stato eseguito sotto il controllo della Soprintedenza alle Berte Arti, in particolar modo il corpo che affaccia sulla via S. Tomaso, dove si trova la reception.

Al piano terra nel corpo in linea a cui si accede tramite un percorso coperto, sono state ricavate la lobby e la sala colazioni; al piano inferiore, una palestra attrezzata Tecnogym.

Nelle 30 camere gli arredi sono realizzati in multistrato con bordi a vista, in due versioni: frames, con decoro a listelli in rilievo sulle ante, e engraved, con la testata letto decorata con incisione di un disegno geometrico personalizzato.

Le 4 Suite denominate Castello, Scala Galleria e Duomo sono differenti per stile e realizzazione e sono caratterizzate da elementi decorativi alle pareti in rilievo che hanno ispirato i nomi. Situate al primo e al terzo piano, due di esse sono dotate di vasca idromassaggio Jacuzzi e tutte offrono spazi esterni privati: ampi terrazzi e quella al piano terra, una porzione riservata del giardino.

Nella reception è stato inserito un banco curvo con elementi luminosi e finitura solid surface.

Il bar, che affaccia sul giardino, con il frontale in Corian inciso e retroilluminato e strutture in ferro, diventa un punto di focalizzazione dal lungo corridoio che porta all’esterno sulla via S. Tomaso.

Adiacente al bar la sala colazioni e lo spazio lobby.

L’architetto Pozzi, lombardo di Samarate (Varese), inizia la propria attività lavorativa nell’azienda di famiglia specializzandosi nel campo degli arredi per gli hotel.

Dopo la Laurea alla Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano, affianca a questo impegno l’attività professionale dedicandosi ad ampliamenti e ristrutturazioni in ambito alberghiero e a interventi di risanamento conservativo su monumenti civili e chiese. Oggi è uno dei più apprezzati riferimenti per hotel e grandi complessi alberghieri con centinaia di referenze. Tra i Progetti e le realizzazioni più recenti: arredi family suite Grand Hotel Ma&Ma sull’isola La Maddalena in Sardegna, nella zona della Costa Smeralda, i suite apartments Nasco Hotel Milano, arredi Hotel Il Poggio di Arenzano, Restauro conservativo del Castello di Bellusco (MB) e di diverse chiese Parrocchiali.

GLI ALBERGATORI

I Fratelli Figliola

La forza di una famiglia al servizio dell’ospitalità milanese

La famiglia Figliola, 8 fratelli originari di Sicilì, frazione di Morigerati (Salerno) attualmente è proprietaria di 4 alberghi a Milano, Hotel Panizza, Hotel Milano Navigli e Hotel Belsit, accomunati dalla centralità della posizione.

Dopo un periodo di attività edile nel settore, i Figliola nel 1996 esordiscono come albergatori ristrutturando ex novo palazzine storiche e mettendo a frutto l’esperienza maturata sul campo.

Spiegano Alfonso, 55 anni, e Roberto, 39, referenti diretti per l’ultimo investimento, l’Hotel Milano Castello di via San Tomaso 2: “Nel tempo ci siamo resi conto di quali sono le reali esigenze del turista o viaggiatore a Milano. La clientela, sia business sia leisure, guarda alla comodità e alla tranquillità, gli spazi comuni e i servizi basta che siano adeguati, mai invadenti. Comfort, riposo, eleganza discreta, silenzio, semplicità e posizione centrale dell’albergo, facilmente raggiungibile: sono questi gli ingredienti del successo delle nostre strutture“.

Hotel Panizza è al secondo piano di un palazzo storico nella Milano ottocentesca in zona Magenta, vicino al Cenacolo Vinciano, al Castello Sforzesco, a Fieramilanocity e alla fermata “Conciliazione” della Metropolitana 1 Linea Rossa.

L’Hotel Milano Navigli è un albergo di nuova costruzione inaugurato nell’estate del 2012. È ospitato in una palazzina di 4 piani con vista sui Navigli, completamente rinnovata nello stile e nelle forme degli interni. Arte e design si intrecciano anche qui in originale armonia, con fascino deciso, ma rilassante. Ogni stanza riflette uno stile minimalista pratico e innovativo, la scelta migliore per chi è alla ricerca di un soggiorno ‘alla moda’ o per viaggi business di classe.

L’Hotel Bel Sit, funzionale e confortevole, è un 2 Stelle gestito direttamente dai proprietari, aperto 24h, facilmente raggiungibile dall’Autostrada Torino-Venezia e collegato a Centro Storico e Stazione Centrale con i mezzi pubblici, la soluzione ideale sia per soggiorni business sia per weekend dedicati allo shopping o ad eventi sportivi e culturali. Offre anche particolari condizioni ai familiari dei degenti dell’Ospedale Sacco e Ospedale Buzzi. Ha una sala colazione con servizio a buffet, un grazioso terrazzo dove poter passare dei momenti di relax sorseggiando un aperitivo ordinato al bar interno o, con la bella stagione, consumare la prima colazione. Le camere, completamente rinnovate, sono dotate di servizi privati con doccia, tv, telefono diretto, aria condizionata. Connessione internet Wi-Fi gratuita ovunque.

PERCHE’ RI-SCOPRIRE ROMANO RUI

La sua fama di ceramista, smaltatore di metalli

e scultore è internazionale. Milano tuttavia fu la sua città e oggi è il suo maggior palcoscenico perché suoi capolavori adornano un po’ ovunque facciate di splendidi palazzi, chiese e musei. Una scenografia divenuta così familiare che da decenni di Rui non si parlava più.

La permanente all’Hotel Milano Castello offre quindi un’occasione straordinaria, a 42 anni dalla morte, per apprezzarne in tutta libertà alcune tra le migliori creazioni finora gelosamente conservate dal proprietario unico delle opere di Rui, il Prof. Raoul Pieri.

www.romanorui.com

Coltivatissimo spirito, ricco di felici umori narrativi“, così il prof. Dino Formaggio introduce Romano Rui nell’antologica del 1963, definendolo “squisito ceramista e fastoso smaltatore di metalli”, oltre che scultore.

Nato a Sarone di Caneva, in provincia di Udine, il 7 Dicembre 1915, Rui, dopo l’apprendimento ‘in bottega’ e al seguito di Leone Lodi, si diplomò all’Accademia di Brera ed ebbe come maestro di scultura Francesco Messina.

Poi la storia stilistico-tecnica di Rui è la storia dell’evolversi di una ‘artisticità viva e operante”.

Più che all’avventura come metodo – infatti, egli– preferisce l’impegno certo ed antico del mestiere“, scrive Formaggio, e al “far nuovo il far bene“, “l’apprendere e affinato eseguire“, l‘attenzione al potere significativo del mezzo tecnico usato“.

Una direzione del tutto controcorrente per l’epoca.

L’ “amore fatto di delicatezza e di scienza è il cuore della sua ricerca“.

Il Prof. Raoul Pieri, critico d’arte specializzato nel periodo rinascimentale e con un importante studio di restauro a Milano fino al 1996, per motivi del tutto biografici è dal 1983 il collezionista proprietario unico delle opere di Rui, di cui fu amico, e ne ha curato la mostra permanente all’Hotel Milano Castello di via S. Tomaso 2,dove ha collocato una selezione delle migliori creazioni da lui conservate, 29 in tutto, con il criterio della “efficacia emozionale”.

La selezione che il Prof. Pieri ha messo a disposizione del pubblico “trova negli spazi dell’albergo una ideale sistemazione in grado di dar vita a sinergie di valore“.

Si tratta di 5 pannelli di metallo smaltati a grande fuoco i cui soggetti alla Brancusi o Peynet, ma in movimento, sono un inno alla gioventù e alla voglia di vivere “sintetizzando perfettamente l’augurio agli ospiti di una felice esperienza di viaggio”.

Le sculture sono in pietra di Vicenza, in bronzo e in legno, datate dal 1946 al 1977, anno della prematura morte dell’artista, quindi sono particolarmente significative anche del suo lascito culturale; le misure sono varie e di grandi dimensioni.

Dichiara il Prof. Pieri: “Ho voluto inserire opere che risultassero ben visibili dall’interno dell’albergo. Alcune sono su basi orientabili secondo la luce. Nell’insieme sono opere di gran pregio. Romano è morto senza lasciare nulla di scritto sul suo pensiero, preferendo sempre il fare”

Rui, nonostante le origini friulane, visse a Milano, si nutrì dello spirito laborioso meneghino, interagì costantemente con le sue istituzioni sacre e laiche (cuoceva alla ‘mitica’ fornace Curti sui Navigli!) e molto si lasciò ispirare da questa città dove se non si parla di lui da decenni, sono le opere a farne fedele e imperitura memoria, a partire dalla scultura in alluminio “San Babila e i milanesi” del 1955 situata su un palazzo nell’omonima piazza, all’angolo con Corso Vittorio Emanuele, quelle in via Pietro Verri 5 (le bellissime sculture ai due lati dell’ingresso), e i pannelli scultorei in via Meravigli di fronte alla Camera di Commercio o i cancelli della Clinica Pio X.

Non a caso alla Biblioteca comunale centrale di Milano, nell’atrio dello schedario generale, c’è un suo grande pannello in ceramica che rappresenta Sant’Ambrogio e la cultura milanese. E nel 1957 Rui celebrò Milano anche con uno sbalzo in rame, 86×118 cm, che rappresenta Una famiglia e Milano con la Torre Velasca.

Numerosi i soggetti religiosi realizzati per i luoghi di culto. Per la Chiesa di San Gottardo in Corte, scolpì in rame argentato la Madonna dei dispersi, dedicata ai soldati caduti nella campagna di Russia e a quelli di ogni guerra. Nella chiesa della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, si trova un grande crocefisso pensile di legno intagliato. Altre sue sculture a Milano sono nella Chiesa di San Francesco di Sales. A Cucciago, nella parrocchiale dei SS. Gervaso e Protaso, si ammira la grande pala bianca, in pietra di Vicenza lavorata a scalpello e la mensa dell’altare.

E molto altro.

Rui fu infatti artista prolifico, lavorando con vari materiali: bronzo, ceramica, marmo, resine sintetiche, legno, rame ed altri metalli, sempre per il piacere di una continua esplorazione della materia.

Collaborò con diversi architetti tra i quali Giò Ponti, con il qualerealizzò i famosi pannelli per le navi da crociera Andrea Doria e Raffaello e vari arredi degli edifici da lui progettati, come la Villa Planchart, a Caracas.

Romano Rui insegnò Tecnologia della scultura al Liceo Artistico di Brera e al Politecnico di Milano fu assistente di Plastica Ornamentale presso la facoltà di Architettura, dove nel 1961 ottenne la libera docenza. Tra i suoi allievi, Alfredo Mazzotta.

Hanno scritto di Rui critici come De Grada e Mascherpa e intellettuali come Dino Buzzati; numerose le mostre in Italia e all’estero, ha esposto in quattro Triennali, oggi è in vari musei, compresa la Galleria d’arte Moderna di Milano (Ritratto di Giuliana del 1940, e due altorilievi). Morì il 23 Agosto 1977 a 62 anni. “Era simpaticissimo”, ricorda il Prof. Pieri.

LE ESPOSIZIONI OGGI

· Galleria D’arte Moderna – Milano

· Museo Nazionale della Ceramica – Faenza

· Museo D’Arte Della Provincia – Udine

· Museo D’Arte Moderna – Città del Vaticano

· Wurttembergisches Landesgewerbemuseum – Stoccarda

· Bayerisches Landesgewerbemuseum – Norimberga

· Museum für Kunst Und Gewerbe – Amburgo

LE PERSONALI

1945 – personale di scultura alla Galleria Internazionale D’Arte a Milano

1947 – personale di scultura alla Galleria S. Spirito a Milano

1951 – personale di ceramica alla IX Triennale di Milano

1953 – personale alla mostra organizzata dalla Biennale di Venezia a Stoccolma

1953 – personale di ceramica alla mostra organizzata dalla Triennale di Milano a Parigi

1956 – personale di ceramica a Parigi alla mostra organizzata da Giò Ponti

1957 – personale di ceramica alla XI Triennale di Milano

1959 – personale di smalti su ferro a Monaco di Baviera

1961 – personale di ceramica a Udine, in Germania, e a Milano alla libreria Salto

1963 – personale di scultura e ceramica alla Galleria Gianferrari di Milano

1968 – personale di tutta la sua attività, a Sacile palazzo Flangini – Biglia

1971 – personale di scultura alla Galleria Lyda Levi a Milano

1973 – personale allo Studio Haus a Milano

1974 – personale alla Galleria la Chiocciola di Padova

1979 – retrospettiva antologica alla Permanente di Milano

I RICONOSCIMENTI

· 1942: premio S. Giorgio per la scultura all’Accademia di Brera

· 1946: primo premio per la scultura alla Mostra Nazionale di Arte Sacra di Bergamo

· 1948. “Premio Maimeri” alla Mostra del Sindacato Artistico

· 1951: incarico dalla IX Triennale di Milano per un alto rilievo destinato allo scalone d’onore che viene premiato con la medaglia d’oro, nella stessa Triennale riceve un’altra medaglia d’oro con diploma d’onore per la sua personale di ceramica

· 1953: primo premio internazionale bandito dall’Ente Marmo di Carrara con la scultura “Stele Gatti”

· 1957: alla XI Triennale di Milano con una personale di ceramica viene premiato con la medaglia d’oro

· 1959: partecipa alla Biennale d’Arte Sacra a Novara dove riceve la medaglia d’oro, così come a Monaco di Baviera nel medesimo anno dove espone smalti su ferro

· 1962: partecipa ad una collettiva di ceramica organizzata a Praga dalla Triennale di Milano e ottiene ancora una medaglia d’oro con diploma d’onore

BIBLIOGRAFIA

· Giorgio Nicodemi – Romano Rui, presentazione al catalogo della mostra alla Galleria Internazionale d’Arte – Milano 1945

· Beniamino Joppolo – Romano Rui, presentazione al catalogo della mostra alla Galleria S. Spirito – Milano 1947

· Mario Lepore – Romano Rui, presentazione al catalogo della mostra alla Galleria Gianferrari – Milano 1963

· Dino Formaggio – Romano Rui, Editore Martello, Milano 1963

· Dino Formaggio e Franco Russoli – Romano Rui, presentazione al catalogo della mostra a Palazzo Flangini-Biglia, Sacile 1968

· Silvio Ceccato e Umberto Melotti – Romano Rui scultore, presentazione al catalogo della mostra alla Galleria Lyda Levi, Milano 1971

· Franco Passoni – Romano Rui, presentazione al catalogo della mostra alla Galleria Plurima 1, Udine 1973

· Raffaele De Grada – Romano Rui, forme e colori nello spazio, Studio Haus, Milano 1973

· Giancarlo Vigorelli -Romano Rui, I Fossili – Milano 1975

· Dino Formaggio -Romano Rui, Impronte – Milano 1975

Hanno scritto di Romano Rui anche:

Roberto Aloi, Leonardo Borgese, Dino Buzzati, Luigi Carluccio, Aldo Carpi, Raffaele Carrieri, Mia Cinotti, Alfio Coccia, Gillo Dorfles, Giorgio Kaisserlian, Giorgio Mascherpa, Enotrio Mastrolonardo, Mario Miccinesi, Mario Monteverdi, Ugo Nebbia, Agnoldomenico Pica, Gio Ponti, Mario Portalupi, Alberico Sala, Guglielmo Ulrich, Marco Valsecchi, Dino Villani.

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