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Presentata The Loop Milano, la staffetta che ha a cuore il team building aziendale
Domenica 25 ottobre torna la staffetta di corsa dedicata al mondo corporate 4 frazioni da 5 km per un totale di 20 km per squadra Charity Partner ufficiale è Sport Senza Frontiere
MILANO – Sport, connessioni, energia, entusiasmo e spirito di squadra: sono gli ingredienti alla base della staffetta corporate The Loop Milano, che torna domenica 25 ottobre al Parco CityLife di Milano.
Un evento in cui la corsa diventa metafora del lavoro di squadra: ognuno affronta la propria sfida, ma il traguardo appartiene a tutti. Obiettivi, fatica, determinazione e divertimento si condividono lungo il percorso, proprio come in azienda, dove è il contributo di ciascuno a portare più lontano l’intero team.
Giunta alla terza edizione, The Loop Milano, manifestazione ideata e organizzata da MG Sport con il patrocinio di Confcommercio – Imprese per l’Italia (Milano-Lodi-Monza e Brianza), è stata presentata oggi, martedì 29 settembre, presso la Sala Turismo dello storico Palazzo Castiglioni, sede della Confcommercio di Milano.
Il format di gara
Domenica 25 ottobre, con partenza alle ore 9.00 dal Parco CityLife di Milano, squadre maschili, femminili e miste composte da quattro atleti appartenenti alla stessa azienda – i The Loopers – si sfideranno su una distanza complessiva di 20 km.
La formula è semplice: 5 km per ogni atleta, 20 km per la squadra. Ogni Looper percorrerà due giri da 2,5 km, anche non consecutivi, per un totale di otto giri completati dal team.
Partenza, arrivo e zona cambio coincidono: il cuore della gara, dove i compagni possono sostenersi a ogni passaggio, darsi il cambio e vivere insieme ogni momento della sfida, fino al traguardo finale.
È qui che il passaggio del testimone – The Hop – diventa il simbolo stesso di The Loop: il momento in cui la corsa individuale lascia spazio alla squadra. La gara diventa così un’esperienza che unisce aziende, professionisti e atleti, creando occasioni di incontro, condivisione e networking, dove i Loopers corrono non solo per sé, ma per qualcosa di più grande: il proprio team.
La partecipazione, a carattere non competitivo, è aperta a tutti coloro che abbiano compiuto 18 anni alla data dell’evento e alle aziende di ogni dimensione, dalle grandi multinazionali alle realtà più piccole. Un’occasione per coinvolgere i propri dipendenti in una giornata di sport, energia e divertimento, rafforzare lo spirito di squadra e creare nuove connessioni, dentro e fuori dal contesto professionale.
Presenti in sala
Simonpaolo Buongiardino, Vicepresidente Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza: “Anche quest’anno patrociniamo e ospitiamo la presentazione di The Loop Milano, la staffetta di corsa dedicata al mondo Corporate – spiega Simonpaolo Buongiardino, vicepresidente di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza – che si svolge, secondo la tradizione, lungo un anello all’interno del parco CityLife, percorso più volte per una lunghezza complessiva di 20 km. Non vi è, quindi, un impatto della manifestazione sulla mobilità cittadina. Ogni gruppo è in competizione con gli altri, ma ogni componente della staffetta è in competizione con sé stesso ed insieme agli altri frazionisti ricerca il risultato di gruppo. E’ un momento di valorizzazione dello spirito di squadra, ma anche di solidarietà all’insegna dello sport. Personalmente, poi, lo sport è sempre parte della mia vita e quindi sono lieto di poter condividere la diffusione di quest’evento”.
Andrea Trabuio, Direttore Generale MG Sport: “The Loop nasce per portare lo sport dentro la vita delle aziende in modo semplice, accessibile e coinvolgente. La corsa è uno sport alla portata di tutti e la staffetta racconta bene il valore del lavoro di squadra: ognuno fa la propria parte, ma il risultato è di tutti. È questo lo spirito di The Loop: un momento di confronto tra aziende, ma anche e soprattutto un’occasione per coinvolgere le persone, farle uscire dalla quotidianità della scrivania e mettersi in gioco insieme ai propri colleghi. Non serve essere runner: The Loop è pensato anche per chi parte da zero, perché la vera sfida è esserci, correre insieme e sentirsi parte della squadra.”
«Siamo felici di ospitare The Loop a CityLife, un appuntamento che interpreta lo sport come occasione di incontro, condivisione e collaborazione. Il format della staffetta riflette valori fondamentali anche nel mondo del lavoro, come spirito di squadra e capacità di raggiungere insieme obiettivi comuni. Un’iniziativa che si inserisce perfettamente nella vocazione di CityLife come luogo aperto e dinamico, capace di mettere in relazione persone, aziende e comunità», dichiara RobertoRusso, Amministratore Delegato di SmartCityLife.
Mara Segala, Head of Internal Communication & Events di BPER, aggiunge: «Crediamo che lo sport sia un linguaggio universale capace di generare valore ben oltre la dimensione agonistica. Attraverso il sostegno a eventi di rilievo nazionale e locale, BPER conferma la volontà di accompagnare percorsi che promuovono benessere, inclusione e partecipazione. È lo stesso approccio che guida il nostro impegno verso le persone, attraverso iniziative di welfare, wellbeing e sostenibilità orientate a una crescita responsabile e di lungo periodo».
Subbyx, l’innovazione tecnologica al servizio del benessere aziendale
Anche per questa edizione si rinnova e si consolida la collaborazione con Subbyx, scale-up italiana e Società Benefit che opera come abilitatore tecnologico per i nuovi ecosistemi di abbonamenti o modelli di vendita transazionali. I principi fondanti di Subbyx Builder sono la massima flessibilità, l’integrazione rapida e la capacità di trasformare in poche ore prodotti, eventi e servizi in ecosistemi continuativi e su misura. Elementi su cui MG Sport può contare per un asset tecnologico solido e personalizzabile, capace di semplificare i processi operativi e di adattarsi rapidamente alle esigenze di eventi dinamici.
«Siamo felici di sostenere dal punto di vista tecnico la piattaforma The Loop e, più in generale, di proseguire la collaborazione con MG Sport: grazie a Builder, la nostra piattaforma agentica, siamo in grado di rispondere alle loro esigenze in modo veloce e flessibile, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema tecnologico in linea con le necessità dello sportivo moderno”, commenta Alessio Conti, Senior Sales and Partnerships Manager di Subbyx. “Allo stesso tempo, ci sentiamo molto vicini alla mission dell’evento. Il cuore di The Loop è infatti una gara non agonistica tra team aziendali in grado di unire benessere, spirito di squadra e brand identity: tutti valori in cui crediamo fortemente e che siamo quindi felici di supportare”.
Com’è andata nel 2025
L’edizione 2025 ha confermato il carattere inclusivo e coinvolgente di The Loop, portando al via 70 squadre unite da un unico obiettivo: tagliare il traguardo insieme. A conquistare la Staffetta Mista è stata MCR X Sport Senza Frontiere, mentre ZEGNA 3 si è imposta nella categoria Femminile e SLAVE’S RUNNERS in quella Maschile.
Tra le aziende più rappresentate, Ermenegildo Zegna ha schierato il maggior numero di team al via, a testimonianza del valore di The Loop come esperienza capace di creare coinvolgimento, senso di appartenenza e coesione tra colleghi, trasformando lo sport in un potente strumento di team building ed employer branding.
Sport e solidarietà
Rinnovata la collaborazione con il partner solidale «Sport Senza Frontiere ETS», Associazione nata a Roma, che ha a cuore l’inclusione sociale di bambini e adolescenti fragili a rischio di emarginazione sociale attraverso la pratica sportiva.
La mission di Sport Senza Frontiere è garantire il diritto allo sport, rendendolo accessibile a chi ne ha più bisogno e portandolo dove ancora non c’è, per diffonderne principi e valori.
Partecipare a The Loop significa contribuire concretamente a questa missione: le aziende sostengono “Back to Sport” Milano, il programma di Sport Senza Frontiere dedicato al reinserimento di bambini e adolescenti nei corsi sportivi dopo la pausa estiva.
Per Sport Senza Frontiere ETS presente in sala Valentina Arrighini coordinatrice del programma a Milano e responsabile eventi Nord Italia, mentre il commento ufficiale è affidato al Presidente Alessandro Tappa:“The Loop rappresenta molto bene l’idea di sport in cui crediamo: un’esperienza capace di unire le persone e trasformare la partecipazione in un valore che va oltre il traguardo. Un valore per tutta la collettività. Per Sport Senza Frontiere è particolarmente importante coinvolgere il mondo delle imprese in questo percorso, perché attraverso lo sport possiamo costruire insieme opportunità concrete per tanti bambini e ragazzi che rischiano di restarne esclusi. Partecipare significa anche sentirsi protagonisti di un cambiamento che ciascuno di noi può contribuire a generare: perchè una società più giusta, capace di offrire opportunità a tutti, è in fondo il luogo dove tutti noi vorremmo vivere”.
Programma di domenica 25 ottobre
Dalle 7:00 alle 8:30: Apertura villaggio e segreteria per il ritiro pettorali e pacco gara
Ore 9:00: partenza The Loop Ore 11:30: termine gara e premiazioni
Iscrizioni
Le iscrizioni sono aperte solo online – CLICCA QUI – fino a venerdì 23 ottobre 2026. Costo iscrizione € 200,00 oltre diritti di segreteria e transazione. Per avere informazioni su eventuali pacchetti disponibili e/o servizi aggiuntivi si può contattare l’indirizzo email: info@thelooprelay.com.
Per avere invece maggiori informazioni sull’evento e sull’identità di questa iniziativa si può visitare il sito ufficiale: https://thelooprelay.com/.
Sito internet: http://www.thelooprelay.com Facebook: The Loop Relay Instagram: the_loop_relay LinkedIn: The Loop Relay
Chi è Sport Senza Frontiere
Sport Senza Frontiere (SSF) è una onlus che nasce nel 2011 con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e la disuguaglianza sociale, attraverso progetti che utilizzano lo sport come strumento di inclusione, crescita armonica ed emancipazione di minori a rischio e/o in situazione di povertà ed emarginazione sociale.
Il programma portato avanti da Sport Senza Frontiere mira all’integrazione nel gruppo squadra di bambini e ragazzi a rischio di esclusione, attraverso percorsi educativo-sportivi all’interno di una RETE di società sportive (circa 200) affiliate. Il programma coinvolge anche le famiglie dei beneficiari che vengono seguite e sensibilizzate dal personale di SSF attraverso un percorso di counseling. Il percorso sportivo del minore è coadiuvato e monitorato da un educatore, da uno psicologo e da un tutor dell’associazione che affiancano l’insegnante sportivo.
Sport Senza Frontiere inoltre garantisce le visite mediche per i minori e mette a disposizione un servizio di trasporto. Opera a Milano, Bergamo, Torino, Novara, Roma, Napoli, Bari, Domusnovas.
Il 2026 di MG Sport
MG Sport, con il brand FollowYourPassion, è un leader nell’organizzazione di eventi endurance in Italia. Ogni anno, propone competizioni di corsa, triathlon e mountain biking, pensate per atleti di tutti i livelli. Il calendario 2026 consta di oltre 15 eventi.
Il calendario 2026
7 febbraio – Bergamo Urban Night Trail 8 febbraio – Bergamo21 18 aprile – MilanoTRI 18 aprile – Milano10K 19 aprile – Roma Appia Run 1 maggio – ChiaTRI 3 maggio – Olbia21 19 giugno – Milano Linate Runway Run 28 giugno – LovereTRI 25 luglio – Alta Valtellina Bike Marathon 3-4 ottobre – PeschieraTRI 4 ottobre – Monza Half Marathon 25 ottotbre – The Loop Milano 22 novembre – Powerade Milano Half Marathon
Chi è MG Sport
MG Sport è tra i principali organizzatori di eventi sportivi di massa in Italia, con un’esperienza consolidata e una proposta in continua evoluzione. Attraverso il marchio FollowYourPassion, promuove un circuito di eventi endurance che include corsa su strada, trail running, triathlon, ciclismo e nuoto in acque libere, coinvolgendo ogni anno migliaia di atleti, professionisti e amatori da tutta Italia e oltre.
Oltre al calendario FollowYourPassion, MG Sport ha ideato e sviluppato format esclusivi e originali come RunWayRun, Race The Bridge e The Loop, che combinano sport, spettacolo e partecipazione in contesti urbani, naturali e aziendali non convenzionali.
L’approccio si basa su valori chiari: sicurezza, inclusività, sostenibilità e valorizzazione del territorio. Le location sono selezionate per la loro capacità di offrire scenari suggestivi e funzionali, contribuendo a rendere ogni evento un’esperienza completa.
L’atleta è sempre al centro, con un impegno costante nel migliorare servizi, logistica e qualità organizzativa. L’obiettivo è offrire eventi accessibili, coinvolgenti e all’altezza delle aspettative di chi partecipa.
MG Sport promuove una cultura sportiva orientata alla partecipazione, al rispetto e al valore dello sport come esperienza collettiva, trasformando ogni gara in un’occasione autentica di condivisione e crescita.
Real estate, la crescita cambia forma: casa, infrastrutture e tecnologia ridisegnano il mercato verso il 2027
di Laura Lamarra
Dal Forum di Rapallo emerge un mercato italiano in accelerazione, con un fatturato previsto a 194,1 miliardi di euro nel 2027 e 840 mila compravendite residenziali. Ma la partita si sposta sulla qualità degli asset: servono 840 mila abitazioni nelle aree a maggiore dinamismo occupazionale, mentre infrastrutture, rigenerazione, dati e PropTech diventano nuove leve di creazione del valore.
Il real estate italiano cresce, attira capitali e guarda al 2027 con fondamentali più solidi di quanto le tensioni geopolitiche ed economiche potrebbero far pensare. Ma dietro i numeri positivi si sta consumando una trasformazione più profonda: non tutti gli immobili beneficeranno allo stesso modo del nuovo ciclo.
È probabilmente questa la chiave di lettura più interessante della 34ª edizione del Forum di Scenari Immobiliari, che il 18 e 19 settembre ha riunito a Rapallo i protagonisti dell’industria immobiliare italiana.
Il titolo scelto, “ONE WAY”, sintetizza la necessità di prendere una direzione in un mercato diventato molto più complesso. Casa, infrastrutture, rigenerazione urbana, investimenti istituzionali, tecnologia e servizi non rappresentano più capitoli separati: sono parti dello stesso processo di trasformazione.
E i numeri presentati a Rapallo aiutano a misurarne la portata.
L’Italia accelera: 194 miliardi nel 2027
Il primo dato arriva dall’European Outlook 2027 di Scenari Immobiliari.
Il fatturato immobiliare italiano, pari a 162,7 miliardi di euro nel 2025, è previsto raggiungere 194,1 miliardi nel 2027, dopo una crescita stimata dell’8,7% nel 2026 e del 9,8% nel 2027.
Una dinamica che colloca l’Italia, secondo l’Outlook, al secondo posto in Europa per crescita.
Anche il residenziale continua a rafforzarsi. Dopo il minimo di 710 mila compravendite registrato nel 2023, le transazioni sono tornate ad aumentare e dovrebbero arrivare a 840 mila nel 2027, con incrementi annui nell’ordine del 4-5%.
Sul fronte degli investimenti il segnale è altrettanto significativo: nel primo semestre 2026 gli investimenti immobiliari in Italia hanno superato i sette miliardi di euro, segnando un nuovo record.
Il quadro europeo resta condizionato dalle tensioni geopolitiche, finanziarie ed energetiche, ma mostra segnali di consolidamento: nei cinque principali Paesi europei il volume delle transazioni immobiliari dovrebbe superare 1.030 miliardi nel 2026 e 1.086 miliardi nel 2027.
La ripresa, tuttavia, sarà selettiva. La qualità dell’asset, l’efficienza, la localizzazione e la capacità di adattarsi alle trasformazioni demografiche, climatiche, logistiche e digitali diventano discriminanti sempre più decisive.
La vera emergenza è la casa dove c’è lavoro
È sul residenziale che il Forum, aperto da Mario Breglia, e condotto congiuntamente con Francesca Zirnstein, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di Scenari Immobiliari, ha fatto emergere uno dei dati più rilevanti.
Il quarto rapporto “La casa per la città del futuro”, realizzato da Scenari Immobiliari con Investire Sgr, stima un fabbisogno di 840 mila abitazioni nei territori italiani caratterizzati da maggiore dinamismo economico e occupazionale.
Di queste, circa 540 mila sarebbero destinate ai lavoratori continuativi e 300 mila agli stagionali.
Tradotto in superficie, significa oltre 70 milioni di metri quadrati di nuovo residenziale e investimenti potenziali superiori a 235 miliardi di euro.
È un numero che cambia la prospettiva attraverso cui leggere il problema della casa. Non si tratta più soltanto di una questione sociale o di affordability: la disponibilità di abitazioni accessibili sta diventando una vera infrastruttura economica.
Le aree che generano occupazione devono essere anche in grado di ospitare chi vi lavora. Quando questo equilibrio si rompe, il costo dell’abitare diventa un freno alla capacità di attrarre e trattenere lavoratori, professionalità e talenti.
Il problema è particolarmente evidente a Milano. RaiNews, riprendendo i dati presentati a Rapallo, ha sintetizzato il paradosso della città come luogo capace di attrarre per le opportunità di lavoro ma sempre più difficile da sostenere dal punto di vista abitativo.
Da qui anche l’attenzione crescente per lo staff housing, le residenze destinate ai lavoratori. Michele Beolchini di Investire Sgr, intervistato a Rapallo da Il Quotidiano Immobiliare, ha indicato proprio lo staff housing come un tema da considerare nella prospettiva di un investimento infrastrutturale di medio-lungo periodo.
Casa e lavoro, dunque, tornano a essere due facce della stessa politica urbana.
Infrastrutture, il valore immobiliare segue le connessioni
Un secondo grande tema emerso dal Forum riguarda l’impatto delle infrastrutture.
Secondo la ricerca presentata da Scenari Immobiliari nel panel organizzato con Urban Up | Unipol, lo sviluppo infrastrutturale potrebbe generare nei territori direttamente interessati un “premio infrastrutturale” capace di portare il valore immobiliare oltre 550 miliardi di euro al 2050.
Il principio è semplice: un’infrastruttura modifica l’accessibilità di un territorio e, con essa, la sua attrattività per residenti, imprese e investitori.
Il valore immobiliare tende quindi a seguire le connessioni.
È una trasformazione che porta a guardare in modo diverso anche alla rigenerazione urbana. Non più soltanto recupero di singoli edifici, ma creazione di sistemi nei quali trasporti, servizi, spazi pubblici e funzioni immobiliari concorrono alla crescita di interi quartieri.
Il tema è emerso anche attraverso i progetti premiati durante il Forum. Urban Up | Unipol ha ricevuto il riconoscimento “Milano c’è” per Tucidide 14, intervento di riconversione di un ex business park milanese sviluppato secondo il principio del “rigenerare senza demolire”.
Il progetto trasforma un complesso originariamente monofunzionale in un sistema a uso misto con abitazioni, coliving, coworking e uffici. Cinque delle sette torri esistenti sono state riconvertite senza aggiungere nuovo edificato, con una capacità indicata di circa 1.100 posti letto, oltre agli spazi direzionali destinati a circa 700 persone.
Un esempio concreto di come la rigenerazione stia progressivamente spostando l’attenzione dal singolo immobile all’ecosistema urbano.
Anche gli aeroporti diventano piattaforme immobiliari
La relazione tra infrastrutture e real estate si estende anche agli aeroporti.
Nel corso del Forum è stato presentato un focus dedicato ai grandi hub italiani secondo cui lo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali, la valorizzazione delle aree trasformabili e le future scadenze concessorie potrebbero aprire nuove opportunità immobiliari.
L’ecosistema dei 44 aeroporti nazionali viene così letto non soltanto come infrastruttura di trasporto, ma come potenziale piattaforma di sviluppo territoriale.
Le stime presentate a Rapallo indicano oltre 25 miliardi di euro di valore immobiliare potenziale e più di 126 miliardi di valore aggiunto per i territori.
È un’altra dimostrazione di come il confine tradizionale del real estate si stia allargando: stazioni, aeroporti e grandi nodi di mobilità diventano luoghi nei quali logistica, hospitality, retail, uffici e servizi possono generare nuove forme di investimento.
Il capitale istituzionale cambia strategia
A cambiare non sono soltanto gli asset, ma anche il modo di investirvi.
Nel panel “Investire per l’Italia” è emerso come gli enti previdenziali italiani abbiano progressivamente spostato i propri patrimoni immobiliari verso forme di investimento indiretto e professionalmente gestito.
A fine 2024 il patrimonio immobiliare complessivo degli enti previdenziali risultava pari a quasi 19,8 miliardi di euro. Di questi, 16,7 miliardi erano rappresentati da quote di fondi immobiliari, oltre l’84% del totale.
È un dato che racconta la crescente finanziarizzazione e professionalizzazione del settore.
La proprietà diretta perde peso rispetto a strumenti capaci di affidare selezione, gestione e valorizzazione degli asset a operatori specializzati.
E in un mercato più selettivo questa trasformazione può diventare ancora più rilevante: il rendimento non dipende soltanto dalla rivalutazione dell’immobile, ma dalla qualità della gestione durante l’intero ciclo di vita dell’investimento.
PropTech, la tecnologia entra nel conto economico
Forse il cambiamento più netto riguarda proprio questo punto.
Per anni il PropTech è stato raccontato prevalentemente come innovazione tecnologica. A Rapallo il tema è stato affrontato invece in termini di creazione di valore e rendimento.
Una simulazione presentata da Scenari Immobiliari e RINA Prime su una Sgr italiana di medie dimensioni, con un patrimonio immobiliare a reddito di 2,5 miliardi di euro composto da 72 immobili e oltre 1,27 milioni di metri quadrati, quantifica l’effetto potenziale della trasformazione digitale.
Secondo lo studio, una gestione supportata da piattaforme PropTech avanzate potrebbe generare circa 342,5 milioni di euro di valore aggiunto in cinque anni, pari a quasi il 14% del valore iniziale del portafoglio.
La simulazione stima inoltre, rispetto a una gestione tradizionale, un incremento del reddito operativo netto vicino al 10%, una riduzione di quasi il 20% delle spese cumulative per investimenti e manutenzioni, un aumento del 15% del cash flow netto e una crescita del 14,5% del valore finale del patrimonio.
Il passaggio culturale è rilevante.
Dati, intelligenza artificiale, Internet of Things, Digital Twin e piattaforme cloud smettono di essere semplicemente “tecnologia” e diventano strumenti finanziari e gestionali.
Servono a conoscere meglio l’asset, anticiparne i rischi, contenere i costi, migliorare le performance energetiche e prendere decisioni di investimento più informate.
Un’industria con trenta asset class
La complessità crescente del mercato è stata sottolineata anche da Mario Breglia in un’intervista rilasciata a margine del Forum.
Rispetto a dieci anni fa, ha osservato il presidente di Scenari Immobiliari, l’immobiliare non può più essere letto soltanto attraverso prezzi e compravendite: gestione, rigenerazione urbana, servizi, locazioni e nuovi segmenti hanno moltiplicato le variabili, portando l’industria a comprendere circa trenta differenti asset class.
È probabilmente questo il punto che tiene insieme molti dei temi emersi a Rapallo.
Non esiste più un unico mercato immobiliare.
Esistono mercati differenti, caratterizzati da domanda, rischio, orizzonti temporali e modelli gestionali diversi. Residenziale tradizionale, affordable housing, student housing, senior housing, hospitality, logistica, data center e nuove forme di living richiedono competenze sempre più specializzate.
Non a caso, tra le interviste raccolte da Il Quotidiano Immobiliare a Rapallo, Schneider Electric ha indicato student housing e data center tra i mercati in forte fermento, mentre CDP Real Asset ha richiamato l’attenzione sul senior housing come risposta alla trasformazione demografica.
Il real estate diventa infrastruttura
Alla fine, i numeri del Forum sembrano convergere verso una stessa conclusione.
Il settore immobiliare sta progressivamente uscendo dal perimetro tradizionale del “mattone”.
La casa diventa infrastruttura necessaria al lavoro. Le reti di trasporto generano valore immobiliare. Gli aeroporti diventano piattaforme di sviluppo. La tecnologia incide direttamente sulla redditività degli asset. Gli investitori istituzionali passano dalla proprietà alla gestione professionale dei portafogli. E la rigenerazione urbana sostituisce progressivamente l’espansione come modello di trasformazione delle città.
È in questo quadro che il titolo “ONE WAY” assume il suo significato più interessante.
La direzione non è semplicemente quella della crescita quantitativa. Il mercato italiano può arrivare a 194 miliardi di euro di fatturato e a 840 mila compravendite nel 2027, ma il vero discrimine sarà dove e come verrà creato quel valore.
La nuova fase appare destinata a premiare gli asset capaci di rispondere a bisogni reali: abitazioni dove esiste domanda di lavoro, immobili collegati alle infrastrutture, edifici efficienti e adattabili, quartieri rigenerati e patrimoni gestiti attraverso dati e tecnologia.
Il passaggio dal mattone all’industria immobiliare sembra ormai compiuto.
Il prossimo potrebbe essere ancora più importante: dal real estate come investimento al real estate come infrastruttura economica e sociale delle città.
Film concerto QUEEN BUDAPEST al cinema 7-11 ottobre
Sony Music Vision è orgogliosa di annunciare che “QUEEN BUDAPEST”, il primo rock show di una band occidentale in uno stadio oltre la Cortina di ferro, nonché l’ultima esibizione dal vivo dei Queen al completo ripresa su pellicola, sarà proiettato nei cinema e nelle sale IMAX di tutto il mondo dal 7 ottobre con distribuzione a cura di Trafalgar Releasing. In Italia sarànelle sale dal 7 all’11 ottobre distribuito in esclusiva da Nexo Studios. Sono disponibili i biglietti in prevendita su nexostudios.it.
“Queen Budapest” arriva nelle sale in occasione del 40º anniversario di questo momento fondamentale nella storia della band. Il film è stato meticolosamente restaurato in 4K a partire dalle riprese originali in 35 mm presso gli studi neozelandesi Park Road Post Production di Sir Peter Jackson, con un nuovo missaggio audio realizzato dalle registrazioni multitraccia originali, per offrire la versione più coinvolgente dello spettacolo mai realizzata. È un documentario cinematografico unico nel suo genere, nato per rivivere il concerto nel tempo, renderlo accessibile a tutti e per testimoniare la grandiosità della musica in grado di abbattere qualsiasi barriera.
Registrato il 27 luglio 1986 al Népstadion di Budapest, durante il “The Magic Tour” della band, il concerto rappresentò un momento rivoluzionario: in un periodo di profondi cambiamenti culturali e politici, i Queen divennero la prima rock band occidentale a esibirsi oltre la Cortina di ferro. Oltre agli 80.000 biglietti venduti, si stima che circa 45.000 persone abbiano ascoltato il gruppo dall’esterno dello stadio; alcuni fan arrivarono persino dalla Russia e dalla Polonia per assistere al concerto.
“Queen Budapest” è diretto da János Zsombolyai e distribuito da Sony Music Vision.
In Italia il “Queen Budapest” è distribuito in esclusiva da Nexo Studios in collaborazione con Sony Music e con i media partner Radio Deejay, Radio Capital, MYmovies e Barley Arts.
Il 6 novembre uscirà la colonna sonora di “Queen Budapest”, un’edizione multiformato pubblicata a livello internazionale da Legacy Recordings, la divisione di Sony Music dedicata al catalogo, e da Hollywood Records negli Stati Uniti e in Canada.
La colonna sonora,remixatadal team di studio dei Queen, sarà pubblicata in CD, digitale e, per la prima volta, anche in un cofanetto di tre vinili. Dal 30 ottobre saranno disponibili anche i formati Blu-ray e DVD.
Al #Teatro #Gerolamo di #Milano la #Musica raddoppia 3 e 4 ottobre
3 ott, ore 20 – KIND OF BLUE – nel Centenario della nascita di Miles Davis, il giornalista Caprera, con una band prestigiosa (Dordevic/ Visibelli/ Comeglio/Angeleri/Esposito/Arco), rilancia il talento del grande trombettista. Leggi di più
4 ott, ore 16 – LA CANTAUTRICE FANTASMA – di e con Ivan Talarico – Immaginando un’immensa artista che viene saccheggiata nelle musiche e nelle parole da cantautori più affermati. Tra risate e canzoni, con Conte, De Andrè, Modugno e altri, ci accompagna in un viaggio sorprendente. Per la prima volta a Milano.
anteprima milanese
LA CANTAUTRICE FANTASMA uno spettacolo di e con Ivan Talarico
canzoni di A.F. e AA. VV.
produzione Rabidusmile
Immaginiamo un’immensa artista, che viene saccheggiata nelle musiche e nelle parole da cantautori più famosi: con quest’idea sale sul palco Ivan Talarico, per la prima volta a Milano, per giocare su creatività, talento, imitazioni e plagi. Tra risate e canzoni, un pomeriggio che tra Roma, Genova e Milano, con Conte, De Andrè, Modugno e altri, ci accompagna in un viaggio sorprendente.
È una storia incredibile, che parte da un libro raro trovato per caso: una lunga intervista a una cantautrice sconosciuta che è la vera autrice di canzoni di grandissimo successo. Grazie all’intervista, Talarico ne ripercorre la storia, gli spostamenti tra Roma, Genova e Milano, il rapporto con molti cantautori famosi che hanno plagiato le sue canzoni, fino al ritiro dalle scene e alla sparizione di questa figura gigantesca ma dimenticata. Come è stata possibile la sua sparizione? E ancora come funzionano i meccanismi creativi, cos’è un’idea, chi può dirsi veramente autore di qualcosa?
A. F. è stata una cantautrice veneta, nata nel 1923 e scomparsa dalle scene nel 1969. Il suo percorso artistico è stato poco fortunato: tutti i cantautori che ha incontrato hanno apprezzato le sue canzoni e molti le hanno plagiate. Da quei plagi sono nati grandi capolavori della musica italiana e non solo, da Domenico Modugno a Lucio Battisti, da Luigi Tenco a Patti Smith, tutto è stato scritto da A. F., ma nessuno lo sa e lei è rimasta un fantasma.
Ivan Talarico è un personaggio immaginario creato da Ivan Talarico. Da anni scrive e interpreta spettacoli teatrali, reading e concerti. È stato ospite al Premio Tenco 2016 e ha vinto il premio come miglior testo a Musicultura 2015. Ha pubblicato due libri di poesie, uno di racconti e un disco di canzoni. Conduce laboratori di scrittura creativa in diverse città italiane, è tra i fondatori del format teatrale “Sgombro” e co-autore e co-conduttore del programma di Radio Rai 3 “Le ripetizioni. In televisione è stato più volte ospite di Fiorello “Viva Rai2” e di Valentina Cenni e Stefano Bollani a “Via dei matti n. 0”.
Così la stampa:
“Talarico ha un suo modo serioso, riflessivo di esporre questioni, capace d’incantare gli spettatori, che certo ridono a ogni nuova sorpresa” Valeria Ottolenghi, Dramma.it
“L’ironia che attraversa surreale e dolceamara ‘La cantautrice fantasma’ ci parla di qualcosa che riconosciamo ma non conoscevamo. È un’avventura dell’incredibile, dove il talento niente crea, niente distrugge, ma tutto trasforma in successo” Matteo Brighenti, Hystrio
Milano 24 settembre 2026 – Per la Spring/Summer PE27, Custo Barcelona presenta UNEXPECTED, una collezione che nasce dall’istinto, dalla sperimentazione e dal desiderio di oltrepassare ciò che è conosciuto.
Da 45 anni, Custo Barcelona traduce colore, innovazione e ricerca in un linguaggio riconoscibile e in continua evoluzione. Dalle iconiche T-shirt grafiche che hanno definito il DNA del brand, fino alla contemporanea esplorazione di materiali, texture e silhouette, Custo Barcelona continua a spingere i propri codici verso nuove dimensioni.
UNEXPECTED è la nuova destinazione.
La collezione vive di contrasti e contaminazioni: naturale e tecnologico, fluido e strutturato, morbido e grafico, luce e intensità. La fusione dei materiali diventa il gesto distintivo della stagione, combinando la sensualità di lino e seta con la precisione delle fibre tecniche.
Gli abiti dominano la silhouette, accanto a nuovi set di pantaloni e top. I volumi si muovono tra fluidità e costruzione, mentre superfici luminose, cangianti e materiche catturano la luce e amplificano il movimento. Ogni capo è pensato per cambiare durante il gesto, rivelando nuove proporzioni, texture e dimensioni.
Il colore, firma assoluta di Custo Barcelona, resta protagonista. Per PE27, una base di pastelli sofisticati e bianco incontra flash di colore vivido ed espressivo, creando un equilibrio dinamico tra delicatezza e impatto.
Al centro di UNEXPECTED c’è una sola idea: l’emozione.
La moda non come necessità, ma come attrazione, curiosità, desiderio. Capi da vivere prima ancora che da indossare, progettati per generare una reazione e lasciare un’impressione.
LA MODA NON È UNA NECESSITÀ. È UN’EMOZIONE.
Con UNEXPECTED, Custo Barcelona prosegue un percorso di ricerca lungo 45 anni, trasformando il proprio patrimonio di colore e innovazione in un linguaggio sempre più contemporaneo, audace e orientato al futuro.
Custo Barcelona raggiunge oggi un pubblico globale attraverso la distribuzione online worldwide, con gli Stati Uniti come principale mercato, seguiti dall’Europa.
Clip della PRECEDENTE passerella milanese CUSTO BARCELONA FW 26-27
tromba Marko Dordević| sax tenore Giulio Visibelli | sax alto Gabriele Comeglio | pianoforte Claudio Angeleri | basso elettrico Marco Esposito | batteria Tony Arco | giornalista e scrittore Flavio Caprera
Con il giornalista Flavio Caprera a fare da guida, risuonano i brani diKind of blue, capolavoro discografico di Miles Davis. Un’interpretazione che non “rilegge”, ma nel centenario della sua nascita “rilancia” – grazie ai musicisti sul palco – il talento del grande trombettista, che qualcuno chiamava “il principe delle tenebre”.
Dieci anni: tanti ne sono passati da quando il teatro Gerolamo è stato restituito alla città. Un compleanno importante, che vogliamo festeggiare con le spettatrici e gli spettatori che, sempre più numerosi, ci seguono; con il popolo dei teatranti; e con i tanti artisti che hanno ritrovato aperto non solo l’antico portone e il prezioso palcoscenico di un teatro nato nel 1868, ma anche un luogo pronto ad accogliere idee, proposte, scommesse culturali.
Se ci è consentito, festeggiamo anche con la città di Milano. Il teatro di piazza Beccaria, monumento nazionale, dopo il restauro curato dalla direttrice generale Chitose Asano e concluso nel 2016, è tornato a vivere, forte della sua storia e con lo sguardo puntato al futuro. Vivo per quello che accade in palcoscenico, naturalmente, ma anche per tutto ciò che succede intorno: le visite guidate, gli incontri, gli eventi. Tante occasioni diverse per scegliere di entrare e uscire dal teatro, non soltanto quando si alza il sipario.
La stagione 2026/27 si snoda attraverso 44 spettacoli al crocevia tra i linguaggi, le generazioni, gli immaginari. I grandi nomi del teatro italiano – Gabriele Lavia, Lino Guanciale, Saverio La Ruina, Ottavia Piccolo, Sonia Bergamasco, Anna Della Rosa, Valentina Picello – e i giovani artisti ai quali abbiamo voluto dare spazio, lasciando al pubblico il piacere di scoprirne il talento, insieme a coloro che al Gerolamo sono di casa: la compagnia Carlo Colla e Figli, Alice De André con i ragazzi della Fondazione “Un futuro per l’Asperger”, il circo nel periodo del Carnevale. E poi la musica, con il repertorio barocco, gli appuntamenti con l’Orchestra Sinfonica di Milano e qualche incursione nel jazz. E naturalmente Milano, raccontata attraverso alcune delle sue molte anime e delle sue molte memorie.
Accanto alla consolidata e felice collaborazione con Atir, che quest’anno porta da noi un’anteprima nazionale dedicata all’amata Ornella Vanoni, se ne aggiungono altre, con il Piccolo Teatro e con Triennale, nel segno di un allargamento progressivo della mappa delle connessioni con la città, che da quest’anno vede il Gerolamo tra le sedi della Prima diffusa della Scala.
«Con i diversi ingredienti che, stagione dopo stagione, replica dopo replica, ci hanno portato i diversi artisti – dice il direttore artistico Piero Colaprico, che da quest’anno conta sulla consulenza della giornalista e critica teatrale Sara Chiappori – abbiamo messo a punto un nostro cocktail. Come sempre, lasciamo ai nostri ospiti il compito di valutarlo».
Dieci anni dopo, e con alle spalle oltre un secolo e mezzo di esistenza, non abbiamo la pretesa di aver trovato una ricetta definitiva. Ci siamo però convinti che per ogni teatro non sia solo una soddisfazione, ma sia essenziale saper scegliere gli ingredienti giusti per la stagione che si vive.
UN’OCCASIONE UNICA PER ASCOLTARE SUDTIROL FILARMONICA A MILANO: I MUSICISTI, CHE SI ESIBISCONO SUI PALCHI DI TUTTO IL MONDO, SI RIUNISCONO UNA SOLA VOLTA ALL’ANNO PER SUONARE INSIEME IN ALTO ADIGE E, SOLO DA DUE ANNI, ANCHE IN UNA CITTA’ OSPITE. QUEST’ANNO, DOPO MONACO E VIENNA, TOCCA A MILANO, CON UN OMAGGIO ALLA “FANTASIA” di MAHLER E ROTA _
Südtirol Filarmonica il 26 Ottobre all’Auditorium di Milano con Nino Rota e Gustav Mahler per celebrare
“LA FORZA DELLA FANTASIA”
nella terza tappa di “Südtirol Filarmonica meets friends”.
Il 26 Ottobre Südtirol Filarmonica, “uno dei progetti musicali più originali e interessanti degli ultimi anni”, come la definisce Ambra Redaelli, Presidente dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, debutterà all’Auditorium per celebrare, con opere di Mahler e Rota, la forza dirompente e ispiratrice della fantasia: grazie al potente “universalismo” della musica due compositori solo apparentemente lontani si accostano in un gemellaggio fra l’Alto Adige e la città di Milano per un omaggio alla Musica che non conosce confini ed unisce i popoli.
“Portare laSüdtirol Filarmonica in un contesto così prestigioso è un traguardo straordinario per la nostra orchestra. La combinazione tra la freschezza di Rota e la vastità di Mahler esalta al meglio l’energia, la versatilità e la passione dei nostri musicisti”, anticipa Michael Pichler, Direttore d’Orchestra.
Ciò che avvicina idealmente due maestri in apparenza così distanti perchè di generazioni diverse -Gustav Mahler morirà pochi mesi prima della nascita di Rota, nel 1911-, è infatti proprio la forza della fantasia, che li portò a comporre opere in cui il contesto sacro o tragico si stempera in temi leggeri e popolari: melodie circensi, eclettiche, paradossali, in cui l’ironia e il grottesco si accostano, sorprendentemente, ad elementi malinconici e a un rigore compositivo altissimo. Mahler e Rota non vollero tracciare un confine netto tra la musica cosiddetta “colta” e generi considerati minori, popolari, o commerciali: entrambi credevano nel potere comunicativo della musica e nel suo potenziale narrativo ed evocativo. Le sinfonie di Mahler sono state spesso definite “visive”, e Nino Rota ha scritto alcune tra le colonne sonore più note di sempre, collaborando con maestri della cinematografia come Fellini, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, e vincendo l’Oscar nel 1975 per la colonna sonora de “Il Padrino- Parte II”.
Nei brani scelti da Südtirol Filarmonica per celebrare i due compositori all’insegna della Fantasia, ritroviamo quella “teatralità” compositiva che caratterizzava entrambi gli autori.
La definizione “Designers of Central Asia & Modest Fashion” fa riferimento a un importante collettivo di 7 stilisti e a una sfilata di rilievo internazionale (presentata anche durante la recente #Milano #Fashion #Week). Questo progetto unisce l’estetica tradizionale dell’Asia Centrale con i canoni della moda pudica (Modest Fashion), fondendoli con l’innovazione contemporanea.
(non perdetevi le clip di ciascuna sfilata nella sezione Media qui sotto)
I principali designer e brand che compongono e rappresentano questo collettivo includono:
KAZAKISTAN
Aida Kaumenova (Kazakistan): Una delle figure di spicco e pioniere del settore, celebre per il suo brand Aida KaumeNOVA che integra preziosi ricami tradizionali kazaki in chiave contemporanea.
Atelier Kamalini: Conosciuto per la straordinaria ricerca tessile e la forte identità culturale impressa nei dettagli sartoriali.
Shakerbay: Rinomato brand kazako incentrato sulla fusione armoniosa di texture ricche e tagli moderni.
SINERGIE
Reve Brand: Marchio focalizzato sull’eleganza sofisticata e sulla reinterpretazione dei codici estetici dell’Asia Centrale.
MODEST FASHION
SA_Marail: noto anche come Marail Design è un brand emergente specializzato in modest fashion d’alta gamma, fondato dalla designer Sakhila Agamalova.
Puti Tenk: Brand focalizzato sulla contaminazione artistica e su palette cromatiche ricche.
Aynaeva: Specializzato in creazioni d’alta moda e abiti da cerimonia che rispettano i canoni del modest fashion.
Martedì 22 settembre al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano si è tenuta una sfilata collettiva con Aida Kaumenova, Kamalini, ShakerBaY, espressione di punta della moda kazaka, lo stile al confine fra Asia e Europa di REVE da San Pietroburgo e SA_Maraıl, Puti Tenk, Aynaeva, rappresentanti della modest fashion internazionale.
In apertura, l’esecuzione di un brano del compositore kazako Kuat Shildebaev da parte del connazionale violoncellista e direttore d’orchestra Eldar Sapaar, fra i più affermati della sua generazione.
Nuove visioni estetiche e creative sono approdate alla Milano Fashion Week PE 2027. Una sfilata collettiva che si è aperta con l’esecuzione di un brano del celebre compositore kazako contemporaneo Kuat Shildebaev da parte del violoncellista e direttore d’orchestra connazionale, Eldar Sapaar esibitosi con il suo prezioso violoncello del 1685 del maestro Giovanni Tononi. Il suono secolare ha fatto da trait d’union fra la moda contemporanea e il grande patrimonio storico e culturale dell’Asia Centrale.
Nella grande sala delle colonne al Museo della Scienza e della Tecnologia, sette designer hanno presentato altrettanti brand: un’accurata selezione che rappresenta in modo significativo la vivacità della moda kazaka, insieme a nuove, interessanti sinergie fra stile asiatico ed europeo e all’evoluzione della Modest Fashion internazionale. Il progetto nasce da un’idea di Nadja Kozhevnikova, fashion producer con 14 anni di esperienza presso la rivista ELLE e fondatrice a Parigi dello showroom B2B New Couture, che racconta: “La selezione dei brand esprime la volontà di presentare al pubblico e agli operatori del settore, linguaggi e tendenze ancora poco rappresentati nella capitale internazionale della moda. Più che una fusione di stili, l’evento propone un incontro fra identità, in un dialogo stimolante”.
Il Kazakistan è uno dei centri della moda più dinamici e interessanti dell’Asia centrale, con lo sviluppo di fashion week, concorsi e piattaforme professionali che coinvolgono Astana, la capitale del Paese, e Almaty, a tutti gli effetti la capitale culturale. A sfilare a Milano sono state Aida Kaumenova, con i suoi abiti e copricapi tradizionali rivisitati per una quotidianità raffinata e originale, Kamalini, con la sua eleganza festosa, la cura del dettaglio e una passione per i tessuti italiani più preziosi, e ShakerBaY, che reinventa le stratificazioni dell’abbigliamento nomade verso una nuova funzionalità. Nelle loro collezioni emerge la capacità di trasformare il ricco patrimonio culturale kazako in un linguaggio aperto alla moda internazionale. Motivi ornamentali tradizionali, ricami, tecniche artigianali, materiali e suggestioni della cultura nomade, come la libertà e praticità degli abiti tradizionali, vengono reinterpretati e integrati in silhouette contemporanee. Questa prima parte della sfilata è stata realizzata con la collaborazione di Sayat Dosybayev, direttore generale della Kazakhstan Fashion Week, il quale dichiara:”Siamo orgogliosi che le migliori designer del nostro Paese vengano presentate anche a Milano, nel cuore della moda internazionale”.
Ad arricchire l’evento di nuove prospettive sono state anche le creazioni REVE, che raccontano una sensibilità poliedrica. La designer Alëna Reve, che vive a San Pietroburgo e ha trascorso tutta la sua infanzia negli Urali al confine fra Asia ed Europa, porta nel minimalismo audace dei suoi capi un’originale sinergia di influenze che ha assorbito da culture e territori diversi.
Alla selezione dei marchi di modest fashion ha collaborato Dilyara Sadrieva, esperta e analista internazionale di questo fenomeno e cofondatrice di Modest Russia, che sottolinea: “Un tempo la modest fashion era percepita soprattutto come un fenomeno di nicchia, legato all’abbigliamento religioso. Oggi si è trasformata in un movimento fashion globale che, ben oltre la semplice scelta di silhouette più coprenti, spazia dal luxury al prêt-à-porter, dal bridal allo streetwear ed esplora volumi, stratificazioni, proporzioni, movimento ed estetica della sobrietà”. Sul catwalk milanese, SA_Maraıl colpisce con la presenza scenica delle sue creazioni, Puti Tenk si distingue per le ruches asimmetriche e i tagli architettonici, mentre la moda bridal di Aynaeva si traduce in abiti che, in equilibrio fra sperimentazione e tradizione, esaltano l’unicità di chi li indossa.
In Italia, partner del progetto è Tatiana Souchtcheva, che vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore della distribuzione di brand di moda internazionali nei mercati dell’Europa dell’Est e dell’Asia Centrale e che conclude: “Attraverso questo evento vogliamo creare a Milano uno spazio di incontro e di scambio tra culture e nuove tendenze ancora non completamente esplorate, mostrando cometradizione, identità e contemporaneità possano dialogare con il sistema internazionale della moda”.
#DEICHMANN #HERO #BEAT #RUN #Idroscalo #Milano 3 ottobre 2026 al debutto la prima Fun Race contro il Bullismo
MANCA MENO DI UN MESE AL DEBUTTO DELLA PRIMA FUN RACE
CONTRO IL BULLISMO “DEICHMANN HERO BEAT RUN”
Main Sponsor NIKE, Radio Partner Discoradio, Patrocini della Regione Lombardia, Regione Veneto, Città Metropolitana di Milano, CONI – Comitato Regionale Lombardia e altre associazioni
Milano, 14 settembre 2026 – A meno di un mese dall’evento, sono già più di 800 le persone che si sono iscritte alla prima edizione della DEICHMANN HERO BEAT RUN, una nuova corsa non competitiva di 5 km che si terrà all’Idroscalo di Milano e che unisce sport, musica e sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo.
Non per arrivare primi, ma per non lasciare indietro nessuno. Con questa idea semplice e potente idea, il nuovo progetto di responsabilità sociale di DEICHMANN, si svolgerà all’Idroscalo di Milano sabato 3 ottobre e coinvolgerà giovani, famiglie, scuole e comunità in un percorso partecipativo pensato per promuovere una cultura del rispetto, dell’inclusione e della consapevolezza.
NIKE è Main sponsor dell’iniziativa “Siamo orgogliosi di sostenere un’iniziativa che promuove un maggiore accesso dei più giovani allo sport e alle opportunità che offre. Dare forza alla prossima generazione attraverso il movimento, il lavoro di squadra e il rafforzamento della fiducia in sé stessi è al centro dei nostri valori. Insieme, stiamo aiutando sempre più giovani a scoprire il potere dello sport e la convinzione che tutto sia possibile. Just do it.”
Accanto allo sport e alla sensibilizzazione sulle tematiche del bullismo e cyberbullismo, anche la musica sarà la grande protagonista della giornata con Discoradio, Radio Partner Ufficiale della fun race, che porterà all’Idroscalo tutta la sua carica e il suo ritmo travolgente. La musica di Discoradio ritmerà la corsa lungo il percorso di 5 km, nei quattro “Fun Point” esperienziali e farà scatenare i partecipanti nel Music Village con DJ set, intrattenimento dal vivo e momenti di condivisione fin dalla mattina (partenza della corsa programmata per le 11:30) e durante la festa finale.
“HERO BEAT RUN nasce dal desiderio profondo di DEICHMANN di stare accanto ai giovani attraverso i loro linguaggi del cuore: lo sport e la musica,” dichiara Paola Bianchi Bosisio, Responsabile Marketing di DEICHMANN Italia.“A meno di un mese dall’evento, vedere che oltre 800 persone hanno già scelto di correre con noi ci riempie di entusiasmo. Insieme al Main sponsor NIKE, alla Radio Partner Discoradio e alle istituzioni e associazioni che ci sostengono, vogliamo dimostrare che la vera vittoria è muoversi insieme per fare squadra contro ogni forma di esclusione.”
L’evento non è solo un momento di festa, ma un’azione concreta sul territorio. Parte del ricavato delle iscrizioni sarà infatti devoluto da DEICHMANN a sostegno dei progetti di Fondazione Libra ETS, organizzazione impegnata nella prevenzione del disagio giovanile e nel contrasto a bullismo, cyberbullismo e violenza di genere.
“Siamo felici di affiancare DEICHMANN in un’iniziativa che porta al centro i giovani, lo sport, la musica e il valore delle relazioni. HERO BEAT RUN è un evento che trasmette un messaggio potente: rompere il silenzio, riconoscere il problema e stimolare il dialogo tra giovani, adulti e comunità educante. Un approccio concreto, che vuole andare oltre la retorica e accendere una riflessione reale sul bullismo, un fenomeno sempre più presente nella quotidianità di scuole e famiglie. Perché nella “corsa della vita” nessuno dovrebbe mai essere costretto a correre da solo”. Giuseppina Filieri, Presidente Fondazione Libra ETS
A testimonianza dell’alto valore educativo, sportivo e sociale dell’iniziativa, DEICHMANNHERO BEAT RUN ha già di un ampio e prestigioso parterre di patrocini:
Istituzioni Territoriali
Regione Lombardia
Regione del Veneto
Città Metropolitana di Milano
Istituzioni Sportive
CONI – Comitato Regionale Lombardia
Partner Formativi, Associativi e di Settore
Expo Training(La Fiera della Formazione)
ANS(Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Lombardia)
ANS (Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Veneto)
A.D.L.I.(Associazione Datori di Lavoro Italiani)
FTN(Fascicoli Tecnici Nazionali)
C Sport Marketing
COME PARTECIPARE:
La partecipazione all’evento, con partenza alle 11.30, è aperta a un pubblico di tutte le età. Sono previste due tipologie di pacchi gara, per giovani e adulti, pensati per vivere l’esperienza in modo condiviso. Il percorso di 5 km sarà arricchito da quattro “Fun Point”, spazi esperienziali dedicati a momenti di gioco e contenuti di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e del contrasto al bullismo. L’Hero Beat Run Music Village sarà aperto dalle ore 9:00 alle ore 16:30: musica, attività, intrattenimento e postazioni di Food Truck accompagneranno tutta la giornata, prima e dopo la corsa fino alla festa finale.
I primi 1.000 iscritti riceveranno un Race Kit (t-shirt tecnica, pantaloncino, cappellino e zainetto) brandizzato Nike, Main sponsor dell’iniziativa, che ha scelto di sostenere il progetto fin dall’inizio per la forte coerenza con i valori che da sempre caratterizzano il noto brand: sport come strumento di crescita, inclusione e ispirazione per le nuove generazioni.
DEICHMANN SE, con sede principale a Essen, in Germania, è stata fondata nel 1913 ed è tuttora controllata interamente dalla famiglia fondatrice. Il Gruppo è leader europeo nel mercato retail delle calzature ed è operativo in oltre 30 Paesi in tutto il mondo. L’azienda ha oltre 50.000 dipendenti e gestisce più di 4.700 negozi e 40 canali e-commerce. Oltre ai negozi DEICHMANN, l’azienda possiede Dosenbach, Ochsner Shoes e Ochsner Sport in Svizzera, vanHaren nei Paesi Bassi e in Belgio e Rack Room Shoes negli Stati Uniti. Inoltre è proprietaria del Gruppo SNIPES con negozi e online shop in Europa e negli Stati Uniti. Da decenni l’azienda è impegnata in diversi progetti sociali, ad esempio attraverso la Fondazione DEICHMANN.
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