Dona il sangue al Policlinico di Milano, fai bene a te stesso e ad altri
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tromba Marko Dordević| sax tenore Giulio Visibelli | sax alto Gabriele Comeglio | pianoforte Claudio Angeleri | basso elettrico Marco Esposito | batteria Tony Arco | giornalista e scrittore Flavio Caprera
Con il giornalista Flavio Caprera a fare da guida, risuonano i brani diKind of blue, capolavoro discografico di Miles Davis. Un’interpretazione che non “rilegge”, ma nel centenario della sua nascita “rilancia” – grazie ai musicisti sul palco – il talento del grande trombettista, che qualcuno chiamava “il principe delle tenebre”.
Nel centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane, il progetto Kind of Blue si propone come un atto artistico e culturale che va oltre la semplice riproposizione di un capolavoro discografico. Inciso nel 1959, non è soltanto uno degli album più influenti della storia del jazz: è un testo fondativo, un punto di svolta che ha ridefinito il rapporto tra scrittura e improvvisazione, tra forma e libertà, tra individualità e costruzione collettiva del suono. Riproporlo oggi significa restituirlo nella sua dimensione originaria di laboratorio creativo. In questo progetto la musica dialoga con la riflessione critica, e ogni brano viene introdotto da Flavio Caprera (giornalista e scrittore) offrendo al pubblico una chiave di ascolto storica, estetica e analitica. Il valore di questa riproposizione risiede soprattutto nella scelta di un approccio filologico che non si traduce in imitazione, ma in condivisione del processo creativo attraverso la sensibilità dei musicisti coinvolti. Marko Đorđević è prima tromba dell’orchestra della radio televisione serba, che vanta collaborazioni con Clarke Terry, Peter Erskine, Dusko Gojkovic. Giulio Visibelli e Gabriele Comeglio, entrambi diplomati al Berklee College of Music di Boston, sono profondi conoscitori sia del linguaggio innovativo modale di Coltrane sia all’idioma bebop con un profondo senso del blues di Cannonball Adderley. Claudio Angeleri, pianista e didatta di vaglia, ha analizzato la figura di Bill Evans non solo come strumentista ma anche come teorico del disco di Davis sulla base dei concetti modali di George Russell. Marco Esposito e Tony Arco, ripropongono in chiave attuale una tra le sezioni ritmiche più iconiche della storia del jazz. È un lavoro che riconosce nel disco il testo di riferimento e che, attraverso l’analisi, mira a restituire la qualità del pensiero improvvisativo originario. Un elemento centrale è il richiamo al metodo che Miles aveva maturato poco prima, durante la registrazione della colonna sonora del film Ascenseur pour l’échafaud. In quell’esperienza parigina, l’improvvisazione nasceva davanti alle immagini, su strutture armoniche essenziali e su indicazioni minime, privilegiando l’ascolto reciproco e l’interazione del momento. Una sorta di laboratorio sensoriale da cui scaturisce una musica fortemente unitaria e coesa pur nelle diversità stilistiche dei musicisti coinvolti. Questa poetica della sottrazione, del less is more confluisce in Kind of Blue: centri modali, forme aperte, grande fiducia nella personalità dei musicisti. Riprendere oggi quel metodo significa riaffermare un’idea di jazz fondata sull’intensità del suono, sulla qualità dell’interazione e sulla profondità della pulsazione ritmica. Ogni brano – da “So What” a “Flamenco Sketches” – viene così restituito nella sua identità formale e insieme riaperto come spazio vivo. Non si tratta di musealizzare un capolavoro, ma di dimostrare come la sua forza risieda proprio nella capacità di essere continuamente riattivato. Nel contesto del centenario di Miles Davis e John Coltrane, questa proposta assume un valore simbolico ulteriore: celebrare due figure decisive non attraverso la commemorazione retorica, ma mediante un atto musicale che ne rinnovi l’eredità. In un’epoca segnata da accelerazioni e frammentazioni, Kind of Blue continua a proporre un modello di profondità, essenzialità e ascolto. Riproporlo con consapevolezza filologica e tensione creativa significa riaffermare una visione del jazz come linguaggio etico prima ancora che stilistico, capace di coniugare libertà e responsabilità, memoria e presente.
Dieci anni: tanti ne sono passati da quando il teatro Gerolamo è stato restituito alla città. Un compleanno importante, che vogliamo festeggiare con le spettatrici e gli spettatori che, sempre più numerosi, ci seguono; con il popolo dei teatranti; e con i tanti artisti che hanno ritrovato aperto non solo l’antico portone e il prezioso palcoscenico di un teatro nato nel 1868, ma anche un luogo pronto ad accogliere idee, proposte, scommesse culturali.
Se ci è consentito, festeggiamo anche con la città di Milano. Il teatro di piazza Beccaria, monumento nazionale, dopo il restauro curato dalla direttrice generale Chitose Asano e concluso nel 2016, è tornato a vivere, forte della sua storia e con lo sguardo puntato al futuro. Vivo per quello che accade in palcoscenico, naturalmente, ma anche per tutto ciò che succede intorno: le visite guidate, gli incontri, gli eventi. Tante occasioni diverse per scegliere di entrare e uscire dal teatro, non soltanto quando si alza il sipario.
La stagione 2026/27 si snoda attraverso 44 spettacoli al crocevia tra i linguaggi, le generazioni, gli immaginari. I grandi nomi del teatro italiano – Gabriele Lavia, Lino Guanciale, Saverio La Ruina, Ottavia Piccolo, Sonia Bergamasco, Anna Della Rosa, Valentina Picello – e i giovani artisti ai quali abbiamo voluto dare spazio, lasciando al pubblico il piacere di scoprirne il talento, insieme a coloro che al Gerolamo sono di casa: la compagnia Carlo Colla e Figli, Alice De André con i ragazzi della Fondazione “Un futuro per l’Asperger”, il circo nel periodo del Carnevale. E poi la musica, con il repertorio barocco, gli appuntamenti con l’Orchestra Sinfonica di Milano e qualche incursione nel jazz. E naturalmente Milano, raccontata attraverso alcune delle sue molte anime e delle sue molte memorie.
Accanto alla consolidata e felice collaborazione con Atir, che quest’anno porta da noi un’anteprima nazionale dedicata all’amata Ornella Vanoni, se ne aggiungono altre, con il Piccolo Teatro e con Triennale, nel segno di un allargamento progressivo della mappa delle connessioni con la città, che da quest’anno vede il Gerolamo tra le sedi della Prima diffusa della Scala.
«Con i diversi ingredienti che, stagione dopo stagione, replica dopo replica, ci hanno portato i diversi artisti – dice il direttore artistico Piero Colaprico, che da quest’anno conta sulla consulenza della giornalista e critica teatrale Sara Chiappori – abbiamo messo a punto un nostro cocktail. Come sempre, lasciamo ai nostri ospiti il compito di valutarlo».
Dieci anni dopo, e con alle spalle oltre un secolo e mezzo di esistenza, non abbiamo la pretesa di aver trovato una ricetta definitiva. Ci siamo però convinti che per ogni teatro non sia solo una soddisfazione, ma sia essenziale saper scegliere gli ingredienti giusti per la stagione che si vive.
UN’OCCASIONE UNICA PER ASCOLTARE SUDTIROL FILARMONICA A MILANO: I MUSICISTI, CHE SI ESIBISCONO SUI PALCHI DI TUTTO IL MONDO, SI RIUNISCONO UNA SOLA VOLTA ALL’ANNO PER SUONARE INSIEME IN ALTO ADIGE E, SOLO DA DUE ANNI, ANCHE IN UNA CITTA’ OSPITE. QUEST’ANNO, DOPO MONACO E VIENNA, TOCCA A MILANO, CON UN OMAGGIO ALLA “FANTASIA” di MAHLER E ROTA _
Südtirol Filarmonica il 26 Ottobre all’Auditorium di Milano con Nino Rota e Gustav Mahler per celebrare
“LA FORZA DELLA FANTASIA”
nella terza tappa di “Südtirol Filarmonica meets friends”.
Il 26 Ottobre Südtirol Filarmonica, “uno dei progetti musicali più originali e interessanti degli ultimi anni”, come la definisce Ambra Redaelli, Presidente dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, debutterà all’Auditorium per celebrare, con opere di Mahler e Rota, la forza dirompente e ispiratrice della fantasia: grazie al potente “universalismo” della musica due compositori solo apparentemente lontani si accostano in un gemellaggio fra l’Alto Adige e la città di Milano per un omaggio alla Musica che non conosce confini ed unisce i popoli.
“Portare laSüdtirol Filarmonica in un contesto così prestigioso è un traguardo straordinario per la nostra orchestra. La combinazione tra la freschezza di Rota e la vastità di Mahler esalta al meglio l’energia, la versatilità e la passione dei nostri musicisti”, anticipa Michael Pichler, Direttore d’Orchestra.
Ciò che avvicina idealmente due maestri in apparenza così distanti perchè di generazioni diverse -Gustav Mahler morirà pochi mesi prima della nascita di Rota, nel 1911-, è infatti proprio la forza della fantasia, che li portò a comporre opere in cui il contesto sacro o tragico si stempera in temi leggeri e popolari: melodie circensi, eclettiche, paradossali, in cui l’ironia e il grottesco si accostano, sorprendentemente, ad elementi malinconici e a un rigore compositivo altissimo. Mahler e Rota non vollero tracciare un confine netto tra la musica cosiddetta “colta” e generi considerati minori, popolari, o commerciali: entrambi credevano nel potere comunicativo della musica e nel suo potenziale narrativo ed evocativo. Le sinfonie di Mahler sono state spesso definite “visive”, e Nino Rota ha scritto alcune tra le colonne sonore più note di sempre, collaborando con maestri della cinematografia come Fellini, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, e vincendo l’Oscar nel 1975 per la colonna sonora de “Il Padrino- Parte II”.
Nei brani scelti da Südtirol Filarmonica per celebrare i due compositori all’insegna della Fantasia, ritroviamo quella “teatralità” compositiva che caratterizzava entrambi gli autori.
La definizione “Designers of Central Asia & Modest Fashion” fa riferimento a un importante collettivo di 7 stilisti e a una sfilata di rilievo internazionale (presentata anche durante la recente #Milano #Fashion #Week). Questo progetto unisce l’estetica tradizionale dell’Asia Centrale con i canoni della moda pudica (Modest Fashion), fondendoli con l’innovazione contemporanea.
(non perdetevi le clip di ciascuna sfilata nella sezione Media in calce)
I principali designer e brand che compongono e rappresentano questo collettivo includono:
KAZAKISTAN
Aida Kaumenova (Kazakistan): Una delle figure di spicco e pioniere del settore, celebre per il suo brand Aida KaumeNOVA che integra preziosi ricami tradizionali kazaki in chiave contemporanea.
Atelier Kamalini: Conosciuto per la straordinaria ricerca tessile e la forte identità culturale impressa nei dettagli sartoriali.
Shakerbay: Rinomato brand kazako incentrato sulla fusione armoniosa di texture ricche e tagli moderni.
SINERGIE
Reve Brand: Marchio focalizzato sull’eleganza sofisticata e sulla reinterpretazione dei codici estetici dell’Asia Centrale.
MODEST FASHION
SA_Marail: noto anche come Marail Design è un brand emergente specializzato in modest fashion d’alta gamma, fondato dalla designer Sakhila Agamalova.
Puti Tenk: Brand focalizzato sulla contaminazione artistica e su palette cromatiche ricche.
Aynaeva: Specializzato in creazioni d’alta moda e abiti da cerimonia che rispettano i canoni del modest fashion.
#DEICHMANN #HERO #BEAT #RUN #Idroscalo #Milano 3 ottobre 2026 al debutto la prima Fun Race contro il Bullismo
MANCA MENO DI UN MESE AL DEBUTTO DELLA PRIMA FUN RACE
CONTRO IL BULLISMO “DEICHMANN HERO BEAT RUN”
Main Sponsor NIKE, Radio Partner Discoradio, Patrocini della Regione Lombardia, Regione Veneto, Città Metropolitana di Milano, CONI – Comitato Regionale Lombardia e altre associazioni
Milano, 14 settembre 2026 – A meno di un mese dall’evento, sono già più di 800 le persone che si sono iscritte alla prima edizione della DEICHMANN HERO BEAT RUN, una nuova corsa non competitiva di 5 km che si terrà all’Idroscalo di Milano e che unisce sport, musica e sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo.
Non per arrivare primi, ma per non lasciare indietro nessuno. Con questa idea semplice e potente idea, il nuovo progetto di responsabilità sociale di DEICHMANN, si svolgerà all’Idroscalo di Milano sabato 3 ottobre e coinvolgerà giovani, famiglie, scuole e comunità in un percorso partecipativo pensato per promuovere una cultura del rispetto, dell’inclusione e della consapevolezza.
NIKE è Main sponsor dell’iniziativa “Siamo orgogliosi di sostenere un’iniziativa che promuove un maggiore accesso dei più giovani allo sport e alle opportunità che offre. Dare forza alla prossima generazione attraverso il movimento, il lavoro di squadra e il rafforzamento della fiducia in sé stessi è al centro dei nostri valori. Insieme, stiamo aiutando sempre più giovani a scoprire il potere dello sport e la convinzione che tutto sia possibile. Just do it.”
Accanto allo sport e alla sensibilizzazione sulle tematiche del bullismo e cyberbullismo, anche la musica sarà la grande protagonista della giornata con Discoradio, Radio Partner Ufficiale della fun race, che porterà all’Idroscalo tutta la sua carica e il suo ritmo travolgente. La musica di Discoradio ritmerà la corsa lungo il percorso di 5 km, nei quattro “Fun Point” esperienziali e farà scatenare i partecipanti nel Music Village con DJ set, intrattenimento dal vivo e momenti di condivisione fin dalla mattina (partenza della corsa programmata per le 11:30) e durante la festa finale.
“HERO BEAT RUN nasce dal desiderio profondo di DEICHMANN di stare accanto ai giovani attraverso i loro linguaggi del cuore: lo sport e la musica,” dichiara Paola Bianchi Bosisio, Responsabile Marketing di DEICHMANN Italia.“A meno di un mese dall’evento, vedere che oltre 800 persone hanno già scelto di correre con noi ci riempie di entusiasmo. Insieme al Main sponsor NIKE, alla Radio Partner Discoradio e alle istituzioni e associazioni che ci sostengono, vogliamo dimostrare che la vera vittoria è muoversi insieme per fare squadra contro ogni forma di esclusione.”
L’evento non è solo un momento di festa, ma un’azione concreta sul territorio. Parte del ricavato delle iscrizioni sarà infatti devoluto da DEICHMANN a sostegno dei progetti di Fondazione Libra ETS, organizzazione impegnata nella prevenzione del disagio giovanile e nel contrasto a bullismo, cyberbullismo e violenza di genere.
“Siamo felici di affiancare DEICHMANN in un’iniziativa che porta al centro i giovani, lo sport, la musica e il valore delle relazioni. HERO BEAT RUN è un evento che trasmette un messaggio potente: rompere il silenzio, riconoscere il problema e stimolare il dialogo tra giovani, adulti e comunità educante. Un approccio concreto, che vuole andare oltre la retorica e accendere una riflessione reale sul bullismo, un fenomeno sempre più presente nella quotidianità di scuole e famiglie. Perché nella “corsa della vita” nessuno dovrebbe mai essere costretto a correre da solo”. Giuseppina Filieri, Presidente Fondazione Libra ETS
A testimonianza dell’alto valore educativo, sportivo e sociale dell’iniziativa, DEICHMANNHERO BEAT RUN ha già di un ampio e prestigioso parterre di patrocini:
Istituzioni Territoriali
Regione Lombardia
Regione del Veneto
Città Metropolitana di Milano
Istituzioni Sportive
CONI – Comitato Regionale Lombardia
Partner Formativi, Associativi e di Settore
Expo Training(La Fiera della Formazione)
ANS(Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Lombardia)
ANS (Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Veneto)
A.D.L.I.(Associazione Datori di Lavoro Italiani)
FTN(Fascicoli Tecnici Nazionali)
C Sport Marketing
COME PARTECIPARE:
La partecipazione all’evento, con partenza alle 11.30, è aperta a un pubblico di tutte le età. Sono previste due tipologie di pacchi gara, per giovani e adulti, pensati per vivere l’esperienza in modo condiviso. Il percorso di 5 km sarà arricchito da quattro “Fun Point”, spazi esperienziali dedicati a momenti di gioco e contenuti di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e del contrasto al bullismo. L’Hero Beat Run Music Village sarà aperto dalle ore 9:00 alle ore 16:30: musica, attività, intrattenimento e postazioni di Food Truck accompagneranno tutta la giornata, prima e dopo la corsa fino alla festa finale.
I primi 1.000 iscritti riceveranno un Race Kit (t-shirt tecnica, pantaloncino, cappellino e zainetto) brandizzato Nike, Main sponsor dell’iniziativa, che ha scelto di sostenere il progetto fin dall’inizio per la forte coerenza con i valori che da sempre caratterizzano il noto brand: sport come strumento di crescita, inclusione e ispirazione per le nuove generazioni.
DEICHMANN SE, con sede principale a Essen, in Germania, è stata fondata nel 1913 ed è tuttora controllata interamente dalla famiglia fondatrice. Il Gruppo è leader europeo nel mercato retail delle calzature ed è operativo in oltre 30 Paesi in tutto il mondo. L’azienda ha oltre 50.000 dipendenti e gestisce più di 4.700 negozi e 40 canali e-commerce. Oltre ai negozi DEICHMANN, l’azienda possiede Dosenbach, Ochsner Shoes e Ochsner Sport in Svizzera, vanHaren nei Paesi Bassi e in Belgio e Rack Room Shoes negli Stati Uniti. Inoltre è proprietaria del Gruppo SNIPES con negozi e online shop in Europa e negli Stati Uniti. Da decenni l’azienda è impegnata in diversi progetti sociali, ad esempio attraverso la Fondazione DEICHMANN.
All’Idroscalo premi e memoria per la Giornata della Protezione Civile 2026
21 settembre 2026. Quest’anno è stata la Città metropolitana di Milano ad ospitare l’evento. Premiati il Corpo Volontari Protezione Civile di Milano, Flavia Moro della Squadra Emergenza Operativa di Bollate. Encomio alla memoria dello storico funzionario Adriano Pipitone.
La Città metropolitana di Milano ha ospitato, al Parco Idroscalo, la Giornata regionale della Protezione Civile 2026. L’evento ha fatto da cornice alla cerimonia di consegna del Premio Giuseppe Zamberletti per la Lombardia, importante riconoscimento promosso da Regione Lombardia per valorizzare l’impegno, la dedizione e la professionalità del sistema di Protezione Civile. Alla cerimonia erano presenti, oltre a Sara Bettinelli, Consigliera delegata agli Affari Istituzionali, Zone Omogenee, Protezione Civile e Polizia metropolitana della Città metropolitana di Milano, anche Romano La Russa, Assessore alla Sicurezza e Protezione Civile di Regione Lombardia, Federico Romani, Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Natale Mazzei, Vicecapo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Marco Granelli, Assessore alla Protezione Civile, Opere pubbliche e Cura del territorio del Comune di Milano e Dario Pasini, Presidente del Comitato Regionale del Volontariato Organizzato di Protezione Civile.
Tra i premiati dell’edizione 2026, il Corpo Volontari Protezione Civile di Milano, insignito del Premio Giuseppe Zamberletti “per la capacità di trasformare cinquant’anni di esperienza nel volontariato in un servizio concreto e attuale, investendo nella preparazione dei propri volontari, nella collaborazione con le istituzioni e nella diffusione della cultura di Protezione Civile”. A ritirare il riconoscimento è stato il presidente Giovanni Sergio Caruso. Il premio è stato inoltre conferito a Flavia Moro, della Squadra Emergenza Operativa di Bollate, “per aver svolto un percorso straordinario di oltre trent’anni, contribuendo in modo determinante alla diffusione della cultura di Protezione Civile e alla formazione di volontari, studenti e operatori. Ha promosso e coordinato numerosi progetti, rafforzando il legame tra scuola, istituzioni, volontariato e territorio”.
Particolarmente emozionante il momento dedicato alla memoria di figure che hanno lasciato un segno profondo nel sistema lombardo della Protezione Civile. Tra i riconoscimenti alla memoria è stato ricordato Adriano Pipitone, storico funzionario della Provincia di Milano e punto di riferimento per la Protezione Civile del territorio milanese, scomparso lo scorso luglio. Ad Adriano Pipitone è stato conferito un attestato di riconoscenza (ritirato dalla sorella) per il lungo e qualificato servizio prestato nel sistema di Protezione Civile lombardo quale responsabile del Servizio Protezione Civile della Provincia di Milano e per il determinante contributo allo sviluppo del coordinamento territoriale del volontariato, svolto con competenza, dedizione e spirito di servizio a favore della collettività.
“La cerimonia ha rappresentato un momento significativo per rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno operano a tutela delle comunità e dei territori, mantenendo vivo lo spirito di servizio che ha contraddistinto l’opera di Giuseppe Zamberletti, padre della moderna Protezione Civile italiana – ha commentato la consigliera delegata della Città metropolitana di Milano – Un’occasione anche per onorare chi, purtroppo ci ha lasciato, ma che continua a guidare col suo operato l’esempio di volontari e volontarie, ma anche di noi istituzioni, che abbiamo il compito di rafforzare ogni giorno il sistema di Protezione Civile. Ringrazio tutti i presenti e le autorità presenti: davvero un bel momento di comunità”.
Mostra “GRAZIE A LUCHINO VISCONTI” a Milano dal 22 settembre
Il Teatro alla Scala celebra il grande regista milanese a cinquant’anni dalla morte: al Museo Teatrale una mostra curata da Giovanni Agosti e allestita da Margherita Palli racconta il legame profondo tra Visconti e il Teatro che ne ha segnato la vita e la carriera
GRAZIE A LUCHINO VISCONTI
Il Teatro alla Scala celebra il grande regista milanese a cinquant’anni dalla morte:
al Museo Teatrale una mostra curata da Giovanni Agosti racconta il legame profondo
tra Visconti e il Teatro che ne ha segnato la vita e la carriera
Il Teatro alla Scala rende omaggio a Luchino Visconti (1906-1976), in occasione dei cinquant’anni dalla sua morte. E lo fa attraverso una mostra, visitabile dal 22 settembre 2026 al 31 marzo 2027, curata da Giovanni Agosti e con l’allestimento di Margherita Palli, che occupa gli spazi della Biblioteca Livia Simoni all’interno del Museo Teatrale alla Scala. Non è la prima volta che la Scala dedica una mostra a Luchino Visconti: già nel 1978 si era tenuta qui, nel Ridotto dei Palchi, un’esposizione dedicata alla multiforme carriera del regista. In questa circostanza, invece, l’attenzione è concentrata sul rapporto con il massimo teatro milanese, le cui vicende riguardano Visconti anche per ragioni familiari.
Non una semplice celebrazione, ma il racconto di un legame lungo una vita: quello tra Visconti e la Scala, teatro che il regista frequentò fin dall’infanzia e nel quale, dal 1954, rivoluzionò il modo di concepire la regia d’opera.
La vicenda scaligera di Visconti comincia ufficialmente il 7 dicembre 1954 con La vestale e attraversa alcuni dei titoli e degli interpreti più importanti del secondo Novecento. Ma il rapporto con la Scala nasce molto prima: la famiglia Visconti di Modrone era legata istituzionalmente al Teatro fin dal 1898 e Luchino vi cresce come abituale frequentatore del palco di famiglia.
Otto gli spettacoli di Visconti andati in scena alla Scala, in un percorso destinato a lasciare un segno profondo nella storia del teatro musicale italiano e internazionale. Le sue regie, caratterizzate da una straordinaria forza visiva e da un rigoroso rispetto dell’espressione musicale, contribuirono ad avvicinare all’opera anche un pubblico nuovo.
La mostra si pone in un rapporto di continuità rispetto alla precedente esposizione (“La rivoluzione del Ring – Visconti Ronconi Chéreau”), mantenendone in parte la tipologia di allestimento: anche in questo caso, la mostra è raccontata attraverso libri, documenti, bozzetti e figurini, proiezioni, pezzi di attrezzeria, rassegne stampa, costumi. Ogni tanto, però, la concentrazione si allenta e la biblioteca diventa un arsenale di apparizioni e rimandi immaginifici all’universo di Visconti al Teatro alla Scala.
Al centro, alcuni spettacoli entrati nella storia del teatro musicale, a partire da La traviata del 1955, con la direzione di Carlo Maria Giulini, le scene di Lila De Nobili e Maria Callas protagonista, la cui storica serata inaugurale rivive nelle sale del Museo attraverso la trasmissione del Preludio e dell’applauso con cui il pubblico ne accolse la leggendaria apertura di sipario.
Proprio il rapporto con Maria Callas occupa un posto speciale nel percorso espositivo. I suoi costumi di scena, le immagini e le testimonianze raccontano la collaborazione tra due personalità che hanno cambiato per sempre la storia dell’opera. Qui un legame profondo proprio con le sale del Museo: Visconti suggeriva alla cantante posture e gestualità, invitandola a confrontarsi con le immagini delle grandi interpreti del passato, da Eleonora Duse a Sarah Bernhardt.
La mostra racconta anche ciò che non fu possibile realizzare: dal Falstaff richiesto da Arturo Toscanini per l’inaugurazione della Piccola Scala al Poliuto, fino al progetto del Ring wagneriano, che Visconti avrebbe dovuto mettere in scena tra il 1973 e il 1976 e al quale dovette rinunciare a causa della malattia, snodo-chiave della mostra, analogamente a quanto avvenuto per la precedente esposizione, “La rivoluzione del Ring – Visconti Ronconi Chéreau”.
È anche attraverso questi progetti mancati che emerge la dimensione più umana dell’artista alla ricerca di “quell’odore di Milano che nessuno mi restituirà, i giardini sul Naviglio, le carrozze, i profumi che uscivano dalle botteghe, nostalgia delle rondini che la sera volavano intorno a casa nostra, in via Cerva, le campane di San Carlo… Mi verrebbe voglia di ricostruirlo. Mia madre ci portava a passeggio sui bastioni, sento ancora il sudore dei cavalli. All’ora di cena, la luce del lampadario in sala da pranzo si abbassava e mio padre diceva: ‘Hanno acceso alla Scala’. Sì, queste sono le mie più forti nostalgie”.
“Grazie a Luchino Visconti” prosegue idealmente il percorso dedicato alla grande regia del teatro musicale intrapreso dal Museo Teatrale alla Scala e restituisce, attraverso un patrimonio documentario ancora ricco di materiali da esplorare, la traccia di un artista per il quale il melodramma era testualmente “l’immagine-compendio di quello che è la vita”.
A cinquant’anni dalla sua scomparsa, la Scala torna così a dire grazie a Visconti: per aver trasformato il palcoscenico in un luogo di visione, rigore e passione; per aver unito musica, teatro e cultura in una forma nuova; e per aver lasciato, nella storia della Scala e della cultura del Novecento, un’impronta ancora viva.
GRAZIE A LUCHINO VISCONTI. LA MOSTRA SALA PER SALA:
VISCONTI ALLA SCALA
La sala introduce gli otto spettacoli realizzati da Visconti per la Scala e i molti progetti mai compiuti, delineando la sua idea del melodramma come sintesi della vita. Filmati di repertorio, noti e ignoti, fanno conoscere il metodo di lavoro dell’artista.
LA SCALA IN CASA VISCONTI
Ricordi familiari, vicende biografiche e il palco numero 4 raccontano un legame nato nell’infanzia.
La storia dei Visconti si intreccia con quella del Teatro, che la famiglia contribuì a sostenere.
LA VESTALE E LA SONNAMBULA, 1954-1955
Il debutto nella regia lirica accosta il Neoclassicismo monumentale della Vestale al Romanticismo rarefatto della Sonnambula. Al centro, Maria Callas e una nuova unità fra canto, recitazione e immagine.
LA TRAVIATA, 1955
La sala rievoca lo spettacolo simbolo della collaborazione tra Visconti e la Callas. La Parigi degli impressionisti, se non quella addirittura del giovane Proust, la precisione dei gesti e l’impianto visivo trasformano l’opera di Verdi, che era invece ambientata a metà dell’Ottocento, in un teatro moderno e profondamente umano.
MARIO E IL MAGO, 1956
L’azione coreografica tratta da un racconto di Thomas Mann alterna realtà popolare e fantasia. Nella Versilia degli anni Trenta, musica, danza e illusionismo compongono una parabola sul potere e sulla manipolazione.
ANNA BOLENA E IFIGENIA IN TAURIDE, 1957
Due riletture radicali: il Cinquecento inglese ricostruito attraverso Holbein e un’Ifigenia rococò ispirata a Tiepolo, ai Bibiena e a Juvarra. La ricerca iconografica diventa azione scenica.
DA POLIUTO AL RING, 1960-1972
L’ultima sala segue i progetti maturi, tra rinunce, censura, tournée e ritorni alla Scala: da Poliuto al Trovatore, da Egmont fino al Ring wagneriano, che la malattia impedì a Visconti di realizzare.
Si ringrazia Rolex, Main Partner e Orologio Esclusivo del Museo Teatrale alla Scala, e Samsung, Partner tecnologico.
IL TEATRO MANZONI PRESENTA LA STAGIONE 2026/2027 E ANNUNCIA LA PARTNERSHIP CON ING
ING diventa Naming Partner del Teatro. Per la prima volta nella sua storia il Manzoni lega il proprio nome a un partner. Milano, 15 settembre 2026 – Il Teatro Manzoni presenta la stagione teatrale 2026/2027 e inaugura un nuovo capitolo della propria storia: ING, banca europea pioniera in Italia dal 2001 nel Digital Banking e oggi banca “universale” che serve clientela corporate, privata e business, diventa Naming Partner del Teatro Manzoni, dando vita alla prima operazione di name sponsorship nella storia del Teatro.
Una partnership che nasce dall’incontro tra due realtà accomunate dall’attenzione alle persone e dalla volontà di ING di affiancare una delle istituzioni culturali più riconoscibili di Milano, sostenendone l’attività e contribuendo alla sua capacità di raggiungere e coinvolgere pubblici diversi.
L’accordo prevede l’associazione del brand ING al nome del Teatro Manzoni e una presenza integrata del marchio nei principali strumenti di comunicazione e negli spazi del Teatro, oltre allo sviluppo di iniziative dedicate nel corso della stagione. “L’ingresso di ING rappresenta per il Teatro Manzoni un passaggio importante e, per molti aspetti, storico”, dichiara Alessandro Arnone, Amministratore Delegato, Direttore Generale e Direttore Artistico del Teatro Manzoni. “È la prima volta che il nostro Teatro realizza un’operazione di name sponsorship e siamo particolarmente soddisfatti che a condividere con noi questo nuovo percorso sia un gruppo internazionale come ING. Interpretiamo questa scelta anche come un riconoscimento del lavoro svolto e della capacità del Manzoni di essere non soltanto un luogo di spettacolo, ma un punto di riferimento culturale per Milano e per il suo pubblico. È una collaborazione che guarda al futuro senza modificare ciò che il Manzoni è e vuole continuare a essere: un teatro profondamente legato alla propria storia, alla qualità della proposta artistica e al rapporto con i suoi spettatori”. “Siamo entusiasti di legare il brand ING a una delle realtà culturali più amate di Milano – afferma Filippo Stefanelli, Head of Brand, Marketing e Comunicazione di ING Italia – Con il Teatro Manzoni vogliamo costruire una partnership che va oltre la visibilità del nostro marchio, creando occasioni di incontro e connessione attraverso esperienze capaci di coinvolgere e divertire. Crediamo che una banca debba essere presente nella vita delle persone anche attraverso le loro passioni e i loro interessi – noi di ING lo chiamiamo DoYourThing – e per questo investiamo nella musica e nell’intrattenimento, nei luoghi e nei momenti in cui nascono relazioni e in cui si rafforza il senso di comunità. Questa collaborazione rappresenta perfettamente il nostro modo di essere: una banca universale, internazionale, digitale e innovativa, ma vicina al territorio e alla quotidianità delle persone, una banca ‘digital always, human when you need it’”. La nuova partnership accompagna l’avvio di una stagione di oltre 220 aperture di sipario che conferma la vocazione del Teatro Manzoni per la grande Prosa, affiancata dalle proposte del cartellone comico Ridere alla Grande, dagli appuntamenti Extra e dalla programmazione dedicata alle famiglie del cartellone Family.
PROFILO ING ING è una banca europea di origine olandese con oltre 40 milioni di clienti in 100 Paesi e 60.000 dipendenti, quotata ad Amsterdam (INGA NA, INGA.AS), Bruxelles e New York (ADR: ING US, ING.N). Offre prodotti e servizi a risparmiatori, grandi imprese, istituzioni finanziarie e liberi professionisti (www.ing.com) ed è oggi a tutti gli effetti una banca universale. Dal 1979 opera con le attività Wholesale Banking (www.ingwb.com) dove è leader nella finanza specializzata e nei mercati finanziari e conta su un esteso network a livello globale, con focus principale in Europa. Dal 2001 entra in Italia anche con le attività di Retail Banking per i privati (www.ing.it) ed è stata pioniera 25 anni fa nel digital banking fino a diventare oggi una delle banche digitali leader nel nostro Paese per numero di clienti con un modello “digital always, human when you need it”. Nel 2026 ha inoltre avviato anche in Italia il segmento Business Banking, con un’offerta completamente digitale per liberi professionisti e ha annunciato l’avvio dei servizi di Private Banking nel terzo trimestre. Completano il quadro la solidità finanziaria di un grande gruppo internazionale (CET1 ratio 13,1% al 30/06/26).
Stagione teatrale 2026-27 Il Teatro conferma per la stagione 2026-27 una programmazione articolata in quattro rassegne che vanno ad affiancare quella storica e prestigiosa della Prosa, confermando una linea artistica improntata alla qualità, alla pluralità dei linguaggi e alla capacità di intercettare pubblici differenti. Accanto alla Prosa, l’offerta artistica si arricchisce così di proposte di genere differente: cabaret (rassegna Ridere alla Grande), musica, magia, danza (rassegna Extra) e spettacoli per famiglie e bambini (rassegna Family). La programmazione si distingue per l’equilibrio tra tradizione e contemporaneità e conferma la volontà del Teatro di proporsi come luogo di incontro, partecipazione e crescita culturale per la città.
PROSA La stagione di Prosa 2026/27 attraversa, con registri diversi e sensibilità differenti, quel territorio universale in cui ciascuno di noi può riconoscersi. Famiglie che si ritrovano e si scontrano, fratelli e sorelle chiamati a fare i conti con il passato, amori inattesi, amicizie profonde, segreti, responsabilità e desideri. Storie capaci di far sorridere, emozionare, riflettere e, talvolta, sorprendere. Una proposta capace di coniugare impegno ed intrattenimento, confermando l’attenzione verso una programmazione di qualità aperta ai temi del presente. La stagione si apre con la rilettura in chiave scenica del film di Franco ZeffirelliFratello Sole, Sorella Luna, proposta in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco: uno spettacolo che mantiene un forte legame con la memoria cinematografica e musicale dell’opera (ne è un esempio l’utilizzo delle musiche originali di Riz Ortolani). La stagione in abbonamento vede invece come primo protagonista Carlo Buccirosso in scena con la sua nuova commedia Qualcosa è andato storto! in cui interpreta un avvocato di provincia alle prese con una tragicomica guerra familiare per un’eredità. A seguire Claudio Gregori, meglio conosciuto come Greg, è protagonista di un classico della letteratura gialla, Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, qui presentato nell’adattamento di Ken Ludwig tradotto da Edoardo Erba e diretto da Roberto Valerio. Tra fine novembre e inizio dicembre è la volta di Indovina chi viene a cena?, adattamento teatrale dell’omonima commedia cinematografica degli anni ’60 con al centro il tema del matrimonio misto, argomento ancora oggi attuale nella nostra società multietnica, in scena Cesare Bocci e Vittoria Belvedere. Nel periodo natalizio farà invece compagnia al nostro pubblico Vincenzo Salemme in scena con una nuova edizione della sua celebre commedia …E fuori nevica!, la cui messinscena coronerà i 50 anni di carriera teatrale dell’attore napoletano. Ad inizio 2027 torna la gradita collaborazione con i Legnanesi, la più longeva compagnia dialettale lombarda, famoso esempio di teatro en travesti. Dopo il successo della scorsa stagione, i Legnanesi saranno in scena per ben 43 repliche con Intelligenza artigianale, uno spettacolo che esplora l’impatto della tecnologia nella vita quotidiana. A seguire I turni, la nuova commedia di Cristina Comencini che vede due sorelle (Cristina Donadio e Iaia Forte) alle prese con una mamma da accudire che si confrontano e scontrano sui rispettivi ruoli familiari. Anna Galiena e Fabio Troiano sono protagonisti dell’adattamento di A casa tutti bene, il grande successo cinematografico di Gabriele Muccino, che per l’occasione firma la sua prima regia teatrale. La trama ruota attorno a una riunione familiare per il compleanno dell’anziana madre, durante la quale scoppieranno conflitti e incomprensioni. Dopo una lunga assenza Nancy Brilli torna sul nostro palco con Il padrone, una commedia noir di Gianni Clementi ambientata nella Roma del Secondo Dopoguerra, sospesa tra divertimento e suspense. A seguire Fausto Brizzi porta per la prima volta a teatro il suo film cult Notte prima degli esami, uno dei titoli più amati degli ultimi vent’anni. Ambientato nella Roma del 1989, lo spettacolo ripercorre l’ultimo periodo di liceo di un gruppo di amici, tra amori, amicizie, conflitti familiari e la temutissima maturità, sulle note dell’indimenticabile canzone di Venditti. Chiude la stagione di Prosa Contrazioni pericolose, una commedia tutta da ridere di Gabriele Pignotta insolitamente ambientata in una sala parto che vedrà in scena Rocío Muñoz Morales, Giorgio Lupano e lo stesso Gabriele Pignotta.
Abbonamenti in vendita fino al 28 ottobre, a partire da € 180,00.
RIDERE ALLA GRANDE La rassegna Ridere alla Grande si conferma come uno spazio dedicato alla comicità contemporanea, al monologo e alla satira di costume, valorizzando linguaggi capaci di raccontare il presente con intelligenza e leggerezza e contribuendo in modo significativo all’ampliamento e alla diversificazione dei pubblici. La comicità viene così proposta non soltanto come forma di intrattenimento, ma anche come efficace strumento di osservazione della realtà contemporanea e delle sue trasformazioni. Tanti gli appuntamenti che vedono protagonisti, tra gli altri, Paolo Cevoli, Federico Basso, Paolo Ruffini, Alice Mangione, Daniele Gattano, Ubaldo Pantani, Corinna Grandi, Michele Basile, Raffaello Tullo.
EXTRA Il cartellone Extra, dedicato a musica, magia, danza e divulgazione culturale, conferma la vocazione del Manzoni a una proposta trasversale. Tra gli appuntamenti più significativi si segnalano Buon Compleanno Raul, uno spettacolo unico che celebra Raul Cremona, artista amatissimo dal pubblico e figura fondamentale della magia italiana contemporanea; il ritorno di Paolo Ruffini con il suo format Il babysitter divenuto ormai un cult per adulti e bambini; Fabio Caressa che in E andammo a Berlino ci conduce in un viaggio emozionante nella storia italiana letta attraverso la lente di ingrandimento del calcio; Marco Goldin protagonista di un nuovo progetto teatrale dedicato alla vita e alle opere, coloratissime, di Claude Monet; Enrico Vanzina che ci racconta l’affascinante mondo del cinema. La proposta musicale si inserisce in questo cartellone con una selezione di eventi caratterizzati dalla qualità degli interpreti, con particolare attenzione al mondo del cantautorato italiano. In scena Fabio Concato, Elio, Filippo Graziani, Chiara Galiazzo, Giordana Angi. Altri due appuntamenti da menzionare sono quelli con le musiche di Zimmer interpretate live da un numeroso e scatenato ensemble di giovani solisti e con Kpopmania a rappresentare un fenomeno che sta spopolando in tutto il mondo. Non mancano gli appuntamenti dedicati alla danza con due proposte di danza contemporanea di Gisella Zilembo, una che analizza il concetto di tempo e una che rilegge in chiave contemporanea il racconto di Dickens A Christmas Carol. Una proposta a cavallo tra musica dal vivo, prosa e danza è invece quella portata in scena da Chiara Canzian e Sandro Cisolla in cui verranno esplorate tematiche legate alla salute mentale.
FAMILY Prosegue l’impegno a favore dei più piccoli e delle famiglie con il cartellone Family composto da 15 divertenti appuntamenti. In scena troviamo gli spettacoli della compagnia Un Teatro da Favola che rilegge fiabe, leggende e storie fra le più famose, immergendo il pubblico in un mondo fatto di personaggi originali, costumi e scenografie colorate. Tra i titoli La carica dei 101, Pinocchio, Il libro della giungla, La famiglia Transylvania e molti altri. Torna inoltre la compagnia di Fondazione Aida con il musical de Il Gruffalò e La Casa delle Storie con I Tre Porcellini. La rassegna Family rappresenta un importante investimento culturale ed educativo, volto a favorire l’incontro delle nuove generazioni con il teatro e con l’esperienza dello spettacolo dal vivo.
Video integrale della presentazione Stagione 2026-27 del Teatro Manzoni
Feder Gospel Meeting 2026: a Milano il grande incontro dei cori gospel italiani
Dal 2 al 4 ottobre 2026, Milano presso il PIME ospiterà il Feder Gospel Meeting 2026, uno degli appuntamenti più attesi dalla comunità gospel italiana.
L’evento riunirà i cori appartenenti alla rete Feder Gospel Choirs, con la partecipazione di formazioni provenienti da 9 regioni d’Italia, per tre giornate dedicate alla musica, alla formazione, alla condivisione e alla passione per il gospel.
Ospite speciale dell’edizione 2026 sarà Jason Max Ferdinand, artista di fama internazionale, cantante, vocal coach motivazionale, arrangiatore vocale e produttore, che porterà al meeting la propria esperienza artistica e professionale.
Il Feder Gospel Meeting rappresenta un’importante occasione di incontro tra coristi, direttori e appassionati provenienti da tutta Italia, confermandosi come un momento di crescita e valorizzazione della cultura gospel nel nostro Paese.
Numeri da record a Roma per il kolossal diretto da Massimo Romeo Piparo
Dopo 19 settimane consecutive al Sistina Chapiteau
il Musical si prepara a conquistare Milano dal 18 Novembre
È stata un’impresa da record quella che ha visto protagonista al Sistina Chapiteau di Roma Moulin Rouge! Il Musical, il nuovo spettacolo diretto da Massimo Romeo Piparo, rimasto in scena per ben 19 settimane consecutive di programmazione. Con 78.480 biglietti venduti e un entusiasmo del pubblico in costante crescita, lo spettacolo si è imposto sulla scena teatrale italiana come il titolo di punta dell’intera Stagione.
In 180 giorni di attività, che hanno coperto l’intero periodo della concessione di suolo pubblico rilasciata da Roma Capitale, il Sistina Chapiteau -il teatro itinerante ideato e realizzato da Piparo e allestito per l’occasione nell’area di Tor di Quinto, a Roma- si è trasformato in un inedito polo culturale temporaneo, capace di ridefinire gli spazi dello spettacolo dal vivo e di ampliare l’offerta teatrale della capitale. Un’operazione che ha restituito alla città un luogo stabile di aggregazione culturale, uno spazio vivo di incontro e partecipazione. Un intervento che ha comportato anche un significativo investimento economico: 5 milioni di euro, di cui circa 600 mila destinati alla concessione del suolo pubblico, alle utenze e alla gestione dei servizi. Per il regista Massimo Romeo Piparo, ideatore della struttura, è motivo di particolare orgoglio aver contribuito ad arricchire l’offerta culturale di Roma con uno spettacolo di così lunga tenitura, offrendo alla collettività, in un luogo dal respiro internazionale, un’esperienza condivisa di arte, bellezza ed emozione. In questo senso, lo Chapiteau non è stato soltanto un palcoscenico temporaneo: è diventato un presidio culturale capace di rinnovare lo spazio urbano e ricordare che il teatro può essere, ancora una volta, un gesto civile e collettivo, una forma di bellezza che unisce e cura la città.
“Ci sono tanti traguardi che segnano il naturale passo di una carriera”, afferma Piparo. “Ma ce ne sono solo pochissimi capaci di far sentire forte la mission di chi opera con costanza, abnegazione e coraggio nel mondo dello show business: questo è senz’altro un traguardo che “vale una carriera”. Uno di quei momenti che potrebbero far dire “posso anche smettere qui “. E ti fa sentire fiero delle proprie idee, della propria indipendenza, della visione ampia e trasversale che ha permesso di mettere su un gruppo di persone capaci ancora di stupire, stupirsi e segnare tappe della Storia. Il Sistina Chapiteau con Moulin Rouge! Il Musical, senza ombra di dubbio segna una pagina di storia della capitale, dello Spettacolo dal vivo italiano, del marchio Sistina e del palmares PeepArrow. Resta l’amarezza e il dispiacere di non aver potuto aprire un varco a qualcosa che potesse essere accolto dalle istituzioni come “irrinunciabile e non cedibile ad alcuno”: eppure sarà così. Lo Chapiteau Sistina ha smesso di illuminare l’area di Tor di Quinto per trasferirsi presto a Milano. Nulla di fatto. Nessun bando, nessuna richiesta né tavolo di dialogo per far sì che quel teatro “conquistato” dalla capitale Roma restasse a reiterare ancora la sua nobile funzione di rendere “viva” una parte della città. Però porterò sempre con me l’entusiasmo, la gioia, gli occhi commossi delle decine di migliaia di spettatori che hanno riempito queste indimenticabili 19 settimane”.
Anche i numeri raccontano l’incredibile successo di pubblico e di critica ottenuto da questo titolo leggendario, messo in scena per la prima volta in Italia e prodotto su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures, nota per il successo internazionale di “Moulin Rouge! The Musical” a Broadway: 10.200 giornate lavorative retribuite, 56 persone al giorno di media per sei mesi, 65.320 ore di lavoro, 90 alzate di sipario, 102 persone impiegate per ogni alzata di sipario, oltre 30mila litri di gasolio per scaldare e illuminare l’imponente tendone dello Chapiteau, mezzo milione di iva sui biglietti, una massiccia partecipazione alle repliche di spettatori under 25 (il 38%) e un forte richiamo di pubblico proveniente da fuori Roma (il 31%). A questo si aggiungono i numeri dello Chapiteau: oltre 3000 mt di tiranti, 1600 mt di ferro, 500 picchetti, 130 mt di tralicci, 3.9 tonnellate e 4200mq di pvc, circa 90 chilometri di fili luminosi e anche la magnificenza di un allestimento kolossal con un palco di oltre 30 metri, doppio palcoscenico girevole, un cast di oltre 30 artisti di puro talento, una travolgente colonna sonora suonata dal vivo da una grande Orchestra, costumi e coreografie mozzafiato, che hanno reso “Moulin Rouge! Il Musical” un’esperienza immersiva e sensoriale irripetibile.
Nella consapevolezza di aver realizzato una delle più grandi imprese della Storia dello spettacolo, “Moulin Rouge! Il Musical” è pronto ora a voltare pagina e si prepara a scrivere un nuovo capitolo a Milano per una nuova, straordinaria stagione: il celebre musical tornerà nella sua spettacolare cornice itinerante, il Sistina Chapiteau, nella vasta area di Sesto San Giovanni, a partire dal prossimo 18 novembre. Proprio da oggi, gli appassionati possono assicurarsi i loro posti per le repliche milanesi: un’occasione unica per vivere dal vivo l’energia travolgente, i colori e le emozioni di uno show che continua a stupire e conquistare il pubblico di tutto il mondo.
IL FILM
Distribuito da Twentieth Century Studios in accordo speciale con Buena Vista Theatrical, MOULIN ROUGE! di Baz Luhrmann è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes nel 2001. Il film è stato premiato come miglior film ai Golden Globe ed è stato candidato a otto premi Oscar vincendone due. Il film è stato girato a Sydney, in Australia, ed è entrato nei cuori della gente per aver riportato in auge il musical cinematografico. La colonna sonora è stata da subito un successo.
IL MOULIN ROUGE DI PARIGI
Il Moulin Rouge di Parigi, gestito da Jean-Jacques Clerico (CEO), è un universo abbagliante e spettacolare, simbolo del modo di festeggiare parigino dal 1889. Nato come cabaret e sala da ballo popolare, il locale è diventato un music-hall iconico nei ruggenti anni Venti, e poi un teatro in cui si sono esibiti numerosi famosi artisti francesi e internazionali. Oggi, il Moulin Rouge e i suoi 60 artisti presentano lo spettacolo Féerie revue: due ore di stupore tra cabaret e music-hall in cui si alternano scene di danza e numeri a sorpresa, senza dimenticare il ballo più emblematico del Moulin Rouge, il French Cancan! Fin dalla sua creazione, il Moulin Rouge di Parigi è sempre stato un invito a vivere e condividere tutte le emozioni e l’effervescenza di una festa unica e stravagante.
Moulin Rouge! Il Musical è stato presentato in anteprima mondiale a Boston nel 2018 ed è subito diventato un successo acclamato in tutto il mondo. L’anno successivo lo spettacolo ha debuttato a Broadway, dove è stato acclamato da pubblico e critica e ha ricevuto ben dieci premi ai Tony Awards. Ancora oggi il musical fa il tutto esaurito a Broadway, ed è in scena nel West End di Londra, in un tour nordamericano, in Germania, nei Paesi Bassi e in un tour mondiale. Moulin Rouge! The Musical è prodotto da Carmen Pavlovic e Gerry Ryan OAM per Global Creatures e Bill Damaschke.
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