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Informazione libera no-profit a Milano – Redazione Online di Enrico Rasero

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Posted by Freemilano su 30 marzo 2011

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QUEEN BUDAPEST al cinema dal 7 ottobre

Posted by Freemilano su 27 settembre 2026

Film concerto QUEEN BUDAPEST al cinema 7-11 ottobre

Sony Music Vision è orgogliosa di annunciare che “QUEEN BUDAPEST”, il primo rock show di una band occidentale in uno stadio oltre la Cortina di ferro, nonché l’ultima esibizione dal vivo dei Queen al completo ripresa su pellicola, sarà proiettato nei cinema e nelle sale IMAX di tutto il mondo dal 7 ottobre con distribuzione a cura di Trafalgar Releasing. In Italia sarà nelle sale dal 7 all’11 ottobre distribuito in esclusiva da Nexo Studios. Sono disponibili i biglietti in prevendita su nexostudios.it.

“Queen Budapest” arriva nelle sale in occasione del 40º anniversario di questo momento fondamentale nella storia della band. Il film è stato meticolosamente restaurato in 4K a partire dalle riprese originali in 35 mm presso gli studi neozelandesi Park Road Post Production di Sir Peter Jackson, con un nuovo missaggio audio realizzato dalle registrazioni multitraccia originali, per offrire la versione più coinvolgente dello spettacolo mai realizzata. È un documentario cinematografico unico nel suo genere, nato per rivivere il concerto nel tempo, renderlo accessibile a tutti e per testimoniare la grandiosità della musica in grado di abbattere qualsiasi barriera.

Registrato il 27 luglio 1986 al Népstadion di Budapest, durante il “The Magic Tour” della band, il concerto rappresentò un momento rivoluzionario: in un periodo di profondi cambiamenti culturali e politici, i Queen divennero la prima rock band occidentale a esibirsi oltre la Cortina di ferro. Oltre agli 80.000 biglietti venduti, si stima che circa 45.000 persone abbiano ascoltato il gruppo dall’esterno dello stadio; alcuni fan arrivarono persino dalla Russia e dalla Polonia per assistere al concerto.

“Queen Budapest” è diretto da János Zsombolyai e distribuito da Sony Music Vision.

In Italia il “Queen Budapest” è distribuito in esclusiva da Nexo Studios in collaborazione con Sony Music e con i media partner Radio Deejay, Radio Capital, MYmovies e Barley Arts.

Il 6 novembre uscirà la colonna sonora di “Queen Budapest”, un’edizione multiformato pubblicata a livello internazionale da Legacy Recordings, la divisione di Sony Music dedicata al catalogo, e da Hollywood Records negli Stati Uniti e in Canada.

La colonna sonora,remixatadal team di studio dei Queen, sarà pubblicata in CD, digitale e, per la prima volta, anche in un cofanetto di tre vinili. Dal 30 ottobre saranno disponibili anche i formati Blu-ray e DVD.

Il pre-order è attivo qui https://queen.lnk.to/Budapest

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Al Gerolamo la Musica raddoppia

Posted by Freemilano su 27 settembre 2026

Al #Teatro #Gerolamo di #Milano la #Musica raddoppia 3 e 4 ottobre

3 ott, ore 20 – KIND OF BLUE – nel Centenario della nascita di Miles Davis, il giornalista Caprera, con una band prestigiosa (Dordevic/ Visibelli/ Comeglio/Angeleri/Esposito/Arco), rilancia il talento del grande trombettista. Leggi di più

4 ott, ore 16 – LA CANTAUTRICE FANTASMA – di e con Ivan Talarico – Immaginando un’immensa artista che viene saccheggiata nelle musiche e nelle parole da cantautori più affermati. Tra risate e canzoni, con Conte, De Andrè, Modugno e altri, ci accompagna in un viaggio sorprendente. Per la prima volta a Milano.

anteprima milanese

LA CANTAUTRICE FANTASMA
uno spettacolo di e con Ivan Talarico

canzoni di A.F. e AA. VV.
produzione Rabidusmile

Immaginiamo un’immensa artista, che viene saccheggiata nelle musiche e nelle parole da cantautori più famosi: con quest’idea sale sul palco Ivan Talarico, per la prima volta a Milano, per giocare su creatività, talento, imitazioni e plagi. Tra risate e canzoni, un pomeriggio che tra Roma, Genova e Milano, con Conte, De Andrè, Modugno e altri, ci accompagna in un viaggio sorprendente.

È una storia incredibile, che parte da un libro raro trovato per caso: una lunga intervista a una cantautrice sconosciuta che è la vera autrice di canzoni di grandissimo successo. Grazie all’intervista, Talarico ne ripercorre la storia, gli spostamenti tra Roma, Genova e Milano, il rapporto con molti cantautori famosi che hanno plagiato le sue canzoni, fino al ritiro dalle scene e alla sparizione di questa figura gigantesca ma dimenticata. Come è stata possibile la sua sparizione? E ancora come funzionano i meccanismi creativi, cos’è un’idea, chi può dirsi veramente autore di qualcosa?

A. F. è stata una cantautrice veneta, nata nel 1923 e scomparsa dalle scene nel 1969. Il suo percorso artistico è stato poco fortunato: tutti i cantautori che ha incontrato hanno apprezzato le sue canzoni e molti le hanno plagiate. Da quei plagi sono nati grandi capolavori della musica italiana e non solo, da Domenico Modugno a Lucio Battisti, da Luigi Tenco a Patti Smith, tutto è stato scritto da A. F., ma nessuno lo sa e lei è rimasta un fantasma.

Ivan Talarico è un personaggio immaginario creato da Ivan Talarico. Da anni scrive e interpreta spettacoli teatrali, reading e concerti. È stato ospite al Premio Tenco 2016 e ha vinto il premio come miglior testo a Musicultura 2015. Ha pubblicato due libri di poesie, uno di racconti e un disco di canzoni. Conduce laboratori di scrittura creativa in diverse città italiane, è tra i fondatori del format teatrale “Sgombro” e co-autore e co-conduttore del programma di Radio Rai 3 “Le ripetizioni. In televisione è stato più volte ospite di Fiorello “Viva Rai2” e di Valentina Cenni e Stefano Bollani a “Via dei matti n. 0”.

Così la stampa:

“Talarico ha un suo modo serioso, riflessivo di esporre questioni, capace d’incantare gli spettatori, che certo ridono a ogni nuova sorpresa” Valeria Ottolenghi, Dramma.it

“L’ironia che attraversa surreale e dolceamara ‘La cantautrice fantasma’ ci parla di qualcosa che riconosciamo ma non conoscevamo. È un’avventura dell’incredibile, dove il talento niente crea, niente distrugge, ma tutto trasforma in successo” Matteo Brighenti, Hystrio

durata spettacolo: 70 minuti

ORARI: spettacolo ore 16
PREZZI: da 12 a 30 €

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI
uffici: 02.36590120 / 122 | biglietteria 02 45388221
biglietteria@teatrogerolamo.it – info@teatrogerolamo.it – www.teatrogerolamo.it

TEATRO GEROLAMO
Piazza Cesare Beccaria 8 – 20122 Milano

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MFW CUSTO BARCELONA SS27-PE27

Posted by Freemilano su 25 settembre 2026

#MFW #fashionweek #CUSTOBARCELONA WWW.CUSTO.COM @CUSTOBARCELONA

CUSTO BARCELONA SPRING/SUMMER PE27

“UNEXPECTED” L’EMOZIONE DIVENTA FORMA

Milano 24 settembre 2026 – Per la Spring/Summer PE27, Custo Barcelona presenta UNEXPECTED, una collezione che nasce dall’istinto, dalla sperimentazione e dal desiderio di oltrepassare ciò che è conosciuto.

Da 45 anni, Custo Barcelona traduce colore, innovazione e ricerca in un linguaggio riconoscibile e in continua evoluzione. Dalle iconiche T-shirt grafiche che hanno definito il DNA del brand, fino alla contemporanea esplorazione di materiali, texture e silhouette, Custo Barcelona continua a spingere i propri codici verso nuove dimensioni.

UNEXPECTED è la nuova destinazione.

La collezione vive di contrasti e contaminazioni: naturale e tecnologico, fluido e strutturato, morbido e grafico, luce e intensità. La fusione dei materiali diventa il gesto distintivo della stagione, combinando la sensualità di lino e seta con la precisione delle fibre tecniche.

Gli abiti dominano la silhouette, accanto a nuovi set di pantaloni e top. I volumi si muovono tra fluidità e costruzione, mentre superfici luminose, cangianti e materiche catturano la luce e amplificano il movimento. Ogni capo è pensato per cambiare durante il gesto, rivelando nuove proporzioni, texture e dimensioni.

Il colore, firma assoluta di Custo Barcelona, resta protagonista. Per PE27, una base di pastelli sofisticati e bianco incontra flash di colore vivido ed espressivo, creando un equilibrio dinamico tra delicatezza e impatto.

Al centro di UNEXPECTED c’è una sola idea: l’emozione.

La moda non come necessità, ma come attrazione, curiosità, desiderio. Capi da vivere prima ancora che da indossare, progettati per generare una reazione e lasciare un’impressione.

LA MODA NON È UNA NECESSITÀ. È UN’EMOZIONE.

Con UNEXPECTED, Custo Barcelona prosegue un percorso di ricerca lungo 45 anni, trasformando il proprio patrimonio di colore e innovazione in un linguaggio sempre più contemporaneo, audace e orientato al futuro.

Custo Barcelona raggiunge oggi un pubblico globale attraverso la distribuzione online worldwide, con gli Stati Uniti come principale mercato, seguiti dall’Europa.

Clip della PRECEDENTE passerella milanese CUSTO BARCELONA FW 26-27

WWW.CUSTO.COM

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JAZZ: KIND OF BLUE al Gerolamo

Posted by Freemilano su 24 settembre 2026

KIND OF BLUE il Jazz di Miles Davis a Milano

al Teatro Gerolamo sabato 3 ottobre 2026 – ore 20

tromba Marko Dordević| sax tenore Giulio Visibelli | sax alto Gabriele Comeglio |
pianoforte Claudio Angeleri | basso elettrico Marco Esposito | batteria Tony Arco |
giornalista e scrittore Flavio Caprera

Con il giornalista Flavio Caprera a fare da guida, risuonano i brani di Kind of blue, capolavoro discografico di Miles Davis. Un’interpretazione che non “rilegge”, ma nel centenario della sua nascita “rilancia” – grazie ai musicisti sul palco – il talento del grande trombettista, che qualcuno chiamava “il principe delle tenebre”.

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Teatro Gerolamo: la stagione 2026-27

Posted by Freemilano su 24 settembre 2026

Teatro Gerolamo, dieci anni di scelte

Dieci anni: tanti ne sono passati da quando il teatro Gerolamo è stato restituito alla città. Un compleanno importante, che vogliamo festeggiare con le spettatrici e gli spettatori che, sempre più numerosi, ci seguono; con il popolo dei teatranti; e con i tanti artisti che hanno ritrovato aperto non solo l’antico portone e il prezioso palcoscenico di un teatro nato nel 1868, ma anche un luogo pronto ad accogliere idee, proposte, scommesse culturali. 

Se ci è consentito, festeggiamo anche con la città di Milano. Il teatro di piazza Beccaria, monumento nazionale, dopo il restauro curato dalla direttrice generale Chitose Asano e concluso nel 2016, è tornato a vivere, forte della sua storia e con lo sguardo puntato al futuro. Vivo per quello che accade in palcoscenico, naturalmente, ma anche per tutto ciò che succede intorno: le visite guidate, gli incontri, gli eventi. Tante occasioni diverse per scegliere di entrare e uscire dal teatro, non soltanto quando si alza il sipario.

La stagione 2026/27 si snoda attraverso 44 spettacoli al crocevia tra i linguaggi, le generazioni, gli immaginari. I grandi nomi del teatro italiano – Gabriele Lavia, Lino Guanciale, Saverio La Ruina, Ottavia Piccolo, Sonia Bergamasco, Anna Della Rosa, Valentina Picello – e i giovani artisti ai quali abbiamo voluto dare spazio, lasciando al pubblico il piacere di scoprirne il talento, insieme a coloro che al Gerolamo sono di casa: la compagnia Carlo Colla e Figli, Alice De André con i ragazzi della Fondazione “Un futuro per l’Asperger”, il circo nel periodo del Carnevale.  E poi la musica, con il repertorio barocco, gli appuntamenti con l’Orchestra Sinfonica di Milano e qualche incursione nel jazz. E naturalmente Milano, raccontata attraverso alcune delle sue molte anime e delle sue molte memorie.

Accanto alla consolidata e felice collaborazione con Atir, che quest’anno porta da noi un’anteprima nazionale dedicata all’amata Ornella Vanoni, se ne aggiungono altre, con il Piccolo Teatro e con Triennale, nel segno di un allargamento progressivo della mappa delle connessioni con la città, che da quest’anno vede il Gerolamo tra le sedi della Prima diffusa della Scala.

«Con i diversi ingredienti che, stagione dopo stagione, replica dopo replica, ci hanno portato i diversi artisti – dice il direttore artistico Piero Colaprico, che da quest’anno conta sulla consulenza della giornalista e critica teatrale Sara Chiappori  – abbiamo messo a punto un nostro cocktail. Come sempre, lasciamo ai nostri ospiti il compito di valutarlo». 

Dieci anni dopo, e con alle spalle oltre un secolo e mezzo di esistenza, non abbiamo la pretesa di aver trovato una ricetta definitiva. Ci siamo però convinti che per ogni teatro non sia solo una soddisfazione, ma sia essenziale saper scegliere gli ingredienti giusti per la stagione che si vive.

Teatro Gerolamo Tel: (39) 02-45388221

Piazza Cesare Beccaria 8, Milano (fermata Duomo M1 M3)

La Programmazione completa

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SUDTIROL FILARMONICA A MILANO

Posted by Freemilano su 23 settembre 2026

UN’OCCASIONE UNICA PER ASCOLTARE SUDTIROL FILARMONICA A MILANO: I MUSICISTI, CHE SI ESIBISCONO SUI PALCHI DI TUTTO IL MONDO, SI RIUNISCONO UNA SOLA VOLTA ALL’ANNO PER SUONARE INSIEME IN ALTO ADIGE E, SOLO DA DUE ANNI, ANCHE IN UNA CITTA’ OSPITE. QUEST’ANNO, DOPO MONACO E VIENNA, TOCCA A MILANO, CON UN OMAGGIO ALLA “FANTASIA” di MAHLER E ROTA _

Südtirol Filarmonica il 26 Ottobre all’Auditorium di Milano con Nino Rota e Gustav Mahler per celebrare

“LA FORZA DELLA FANTASIA”

nella terza tappa di “Südtirol Filarmonica meets friends”.

Il 26 Ottobre Südtirol Filarmonica, “uno dei progetti musicali più originali e interessanti degli ultimi anni”, come la definisce Ambra Redaelli, Presidente dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, debutterà all’Auditorium per celebrare, con opere di Mahler e Rota, la forza dirompente e ispiratrice della fantasia: grazie al potente “universalismo” della musica due compositori solo apparentemente lontani si accostano in un gemellaggio fra l’Alto Adige e la città di Milano per un omaggio alla Musica che non conosce confini ed unisce i popoli.

“Portare la Südtirol Filarmonica in un contesto così prestigioso è un traguardo straordinario per la nostra orchestra. La combinazione tra la freschezza di Rota e la vastità di Mahler esalta al meglio l’energia, la versatilità e la passione dei nostri musicisti”, anticipa Michael Pichler, Direttore d’Orchestra.

Ciò che avvicina idealmente due maestri in apparenza così distanti perchè di generazioni diverse -Gustav Mahler morirà pochi mesi prima della nascita di Rota, nel 1911-, è infatti proprio la forza della fantasia, che li portò a comporre opere in cui il contesto sacro o tragico si stempera in temi leggeri e popolari: melodie circensi, eclettiche, paradossali, in cui l’ironia e il grottesco si accostano, sorprendentemente, ad elementi malinconici e a un rigore compositivo altissimo. Mahler e Rota non vollero tracciare un confine netto tra la musica cosiddetta “colta” e generi considerati minori, popolari, o commerciali: entrambi credevano nel potere comunicativo della musica e nel suo potenziale narrativo ed evocativo. Le sinfonie di Mahler sono state spesso definite “visive”, e Nino Rota ha scritto alcune tra le colonne sonore più note di sempre, collaborando con maestri della cinematografia come Fellini, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, e vincendo l’Oscar nel 1975 per la colonna sonora de “Il Padrino- Parte II”.

Nei brani scelti da Südtirol Filarmonica per celebrare i due compositori all’insegna della Fantasia, ritroviamo quella “teatralità” compositiva che caratterizzava entrambi gli autori.

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MFW: DESIGNERS OF CENTRAL ASIA AND MODEST FASHION COLLECTIVE

Posted by Freemilano su 23 settembre 2026

La definizione “Designers of Central Asia & Modest Fashion” fa riferimento a un importante collettivo di 7 stilisti e a una sfilata di rilievo internazionale (presentata anche durante la recente #Milano #Fashion #Week). Questo progetto unisce l’estetica tradizionale dell’Asia Centrale con i canoni della moda pudica (Modest Fashion), fondendoli con l’innovazione contemporanea.

(non perdetevi le clip di ciascuna sfilata nella sezione Media qui sotto)

I principali designer e brand che compongono e rappresentano questo collettivo includono:

KAZAKISTAN

  • Aida Kaumenova (Kazakistan): Una delle figure di spicco e pioniere del settore, celebre per il suo brand Aida KaumeNOVA che integra preziosi ricami tradizionali kazaki in chiave contemporanea.
  • Atelier Kamalini: Conosciuto per la straordinaria ricerca tessile e la forte identità culturale impressa nei dettagli sartoriali.
  • Shakerbay: Rinomato brand kazako incentrato sulla fusione armoniosa di texture ricche e tagli moderni.

SINERGIE

  • Reve Brand: Marchio focalizzato sull’eleganza sofisticata e sulla reinterpretazione dei codici estetici dell’Asia Centrale.

MODEST FASHION

  • SA_Marail: noto anche come Marail Design è un brand emergente specializzato in modest fashion d’alta gamma, fondato dalla designer Sakhila Agamalova.
  • Puti Tenk: Brand focalizzato sulla contaminazione artistica e su palette cromatiche ricche.
  • Aynaeva: Specializzato in creazioni d’alta moda e abiti da cerimonia che rispettano i canoni del modest fashion.

MEDIA

  1. Short Clip AIDA KAUMENOVA
  2. Short Clip KAMALINI
  3. Short Clip SHAKERBAY
  4. Short Clip REVE
  5. Short Clip SA_Marail
  6. Short Clip Puti Tenk
  7. Short Clip Aynaeva

Martedì 22 settembre al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano si è tenuta una sfilata collettiva con Aida Kaumenova, Kamalini, ShakerBaY, espressione di punta della moda kazaka, lo stile al confine fra Asia e Europa di REVE da San Pietroburgo e SA_Maraıl, Puti Tenk, Aynaeva, rappresentanti della modest fashion internazionale.

In apertura, l’esecuzione di un brano del compositore kazako Kuat Shildebaev da parte del connazionale violoncellista e direttore d’orchestra Eldar Sapaar, fra i più affermati della sua generazione.

Nuove visioni estetiche e creative sono approdate alla Milano Fashion Week PE 2027. Una sfilata collettiva che si è aperta con l’esecuzione di un brano del celebre compositore kazako contemporaneo Kuat Shildebaev da parte del violoncellista e direttore d’orchestra connazionale, Eldar Sapaar esibitosi con il suo prezioso violoncello del 1685 del maestro Giovanni Tononi. Il suono secolare ha fatto da trait  d’union fra la moda contemporanea e il grande patrimonio storico e culturale dell’Asia Centrale.

Nella grande sala delle colonne al Museo della Scienza e della Tecnologia, sette designer hanno presentato altrettanti brand: un’accurata selezione che rappresenta in modo significativo la vivacità della moda kazaka, insieme a nuove, interessanti sinergie fra stile asiatico ed europeo e all’evoluzione della Modest Fashion internazionale. Il progetto nasce da un’idea di Nadja Kozhevnikova, fashion producer con 14 anni di esperienza presso la rivista ELLE e fondatrice a Parigi dello showroom B2B New Couture, che racconta: “La selezione dei brand esprime la volontà di presentare al pubblico e agli operatori del settore, linguaggi e tendenze ancora poco rappresentati nella capitale internazionale della moda. Più che una fusione di stili, l’evento propone un incontro fra identità, in un dialogo stimolante”.

Il Kazakistan è uno dei centri della moda più dinamici e interessanti dell’Asia centrale, con lo sviluppo di fashion week, concorsi e piattaforme professionali che coinvolgono Astana, la capitale del Paese, e Almaty, a tutti gli effetti la capitale culturale. A sfilare a Milano sono state Aida Kaumenova, con i suoi abiti e copricapi tradizionali rivisitati per una quotidianità raffinata e originale, Kamalini, con la sua eleganza festosa, la cura del dettaglio e una passione per i tessuti italiani più preziosi, e ShakerBaY, che reinventa le stratificazioni dell’abbigliamento nomade verso una nuova funzionalità. Nelle loro collezioni emerge la capacità di trasformare il ricco patrimonio culturale kazako in un linguaggio aperto alla moda internazionale. Motivi ornamentali tradizionali, ricami, tecniche artigianali, materiali e suggestioni della cultura nomade, come la libertà e praticità degli abiti tradizionali, vengono reinterpretati e integrati in silhouette contemporanee. Questa prima parte della sfilata è stata realizzata con la collaborazione di Sayat Dosybayev, direttore generale della Kazakhstan Fashion Week, il quale dichiara:”Siamo orgogliosi che le migliori designer del nostro Paese vengano presentate anche a Milano, nel cuore della moda internazionale”.

Ad arricchire l’evento di nuove prospettive sono state anche le creazioni REVE, che raccontano una sensibilità poliedrica. La designer Alëna Reve, che vive a San Pietroburgo e ha trascorso tutta la sua infanzia negli Urali al confine fra Asia ed Europa, porta nel minimalismo audace dei suoi capi un’originale sinergia di influenze che ha assorbito da culture e territori diversi.

Alla selezione dei marchi di modest fashion ha collaborato Dilyara Sadrieva, esperta e analista internazionale di questo fenomeno e cofondatrice di Modest Russia, che sottolinea: “Un tempo la modest fashion era percepita soprattutto come un fenomeno di nicchia, legato all’abbigliamento religioso. Oggi si è trasformata in un movimento fashion globale che, ben oltre la semplice scelta di silhouette più coprenti, spazia dal luxury al prêt-à-porter, dal bridal allo streetwear ed esplora volumi, stratificazioni, proporzioni, movimento ed estetica della sobrietà”. Sul catwalk milanese, SA_Maraıl colpisce con la presenza scenica delle sue creazioni, Puti Tenk si distingue per le ruches asimmetriche e i tagli architettonici, mentre la moda bridal di Aynaeva si traduce in abiti che, in equilibrio fra sperimentazione e tradizione, esaltano l’unicità di chi li indossa.

In Italia, partner del progetto è Tatiana Souchtcheva, che vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore della distribuzione di brand di moda internazionali nei mercati dell’Europa dell’Est e dell’Asia Centrale e che conclude: “Attraverso questo evento vogliamo creare a Milano uno spazio di incontro e di scambio tra culture e nuove tendenze ancora non completamente esplorate, mostrando come tradizione, identità e contemporaneità possano dialogare con il sistema internazionale della moda”.

Angela Costa, Enrico Rasero

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DEICHMANN HERO BEAT RUN

Posted by Freemilano su 23 settembre 2026

#DEICHMANN #HERO #BEAT #RUN #Idroscalo #Milano 3 ottobre 2026 al debutto la prima Fun Race contro il Bullismo

MANCA MENO DI UN MESE AL DEBUTTO DELLA PRIMA FUN RACE

CONTRO IL BULLISMO “DEICHMANN HERO BEAT RUN”

Main Sponsor NIKE, Radio Partner Discoradio, Patrocini della Regione Lombardia, Regione Veneto, Città Metropolitana di Milano, CONI – Comitato Regionale Lombardia e altre associazioni

Milano, 14 settembre 2026 – A meno di un mese dall’evento, sono già più di 800 le persone che si sono iscritte alla prima edizione della DEICHMANN HERO BEAT RUN, una nuova corsa non competitiva di 5 km che si terrà all’Idroscalo di Milano e che unisce sport, musica e sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo.

Non per arrivare primi, ma per non lasciare indietro nessuno. Con questa idea semplice e potente idea, il nuovo progetto di responsabilità sociale di DEICHMANN, si svolgerà all’Idroscalo di Milano sabato 3 ottobre e coinvolgerà giovani, famiglie, scuole e comunità in un percorso partecipativo pensato per promuovere una cultura del rispetto, dell’inclusione e della consapevolezza.

NIKE è Main sponsor dell’iniziativa “Siamo orgogliosi di sostenere un’iniziativa che promuove un maggiore accesso dei più giovani allo sport e alle opportunità che offre. Dare forza alla prossima generazione attraverso il movimento, il lavoro di squadra e il rafforzamento della fiducia in sé stessi è al centro dei nostri valori. Insieme, stiamo aiutando sempre più giovani a scoprire il potere dello sport e la convinzione che tutto sia possibile. Just do it.”

Accanto allo sport e alla sensibilizzazione sulle tematiche del bullismo e cyberbullismo, anche la musica sarà la grande protagonista della giornata con Discoradio, Radio Partner Ufficiale della fun race, che porterà all’Idroscalo tutta la sua carica e il suo ritmo travolgente. La musica di Discoradio ritmerà la corsa lungo il percorso di 5 km, nei quattro “Fun Point” esperienziali e farà scatenare i partecipanti nel Music Village con DJ set, intrattenimento dal vivo e momenti di condivisione fin dalla mattina (partenza della corsa programmata per le 11:30) e durante la festa finale.

“HERO BEAT RUN nasce dal desiderio profondo di DEICHMANN di stare accanto ai giovani attraverso i loro linguaggi del cuore: lo sport e la musica,” dichiara Paola Bianchi Bosisio, Responsabile Marketing di DEICHMANN Italia. “A meno di un mese dall’evento, vedere che oltre 800 persone hanno già scelto di correre con noi ci riempie di entusiasmo. Insieme al Main sponsor NIKE, alla Radio Partner Discoradio e alle istituzioni e associazioni che ci sostengono, vogliamo dimostrare che la vera vittoria è muoversi insieme per fare squadra contro ogni forma di esclusione.”

L’evento non è solo un momento di festa, ma un’azione concreta sul territorio. Parte del ricavato delle iscrizioni sarà infatti devoluto da DEICHMANN a sostegno dei progetti di Fondazione Libra ETS, organizzazione impegnata nella prevenzione del disagio giovanile e nel contrasto a bullismo, cyberbullismo e violenza di genere.

“Siamo felici di affiancare DEICHMANN in un’iniziativa che porta al centro i giovani, lo sport, la musica e il valore delle relazioni. HERO BEAT RUN è un evento che trasmette un messaggio potente: rompere il silenzio, riconoscere il problema e stimolare il dialogo tra giovani, adulti e comunità educante. Un approccio concreto, che vuole andare oltre la retorica e accendere una riflessione reale sul bullismo, un fenomeno sempre più presente nella quotidianità di scuole e famiglie. Perché nella “corsa della vita” nessuno dovrebbe mai essere costretto a correre da solo”. Giuseppina Filieri, Presidente Fondazione Libra ETS

A testimonianza dell’alto valore educativo, sportivo e sociale dell’iniziativa, DEICHMANN HERO BEAT RUN ha già di un ampio e prestigioso parterre di patrocini:

Istituzioni Territoriali

  • Regione Lombardia
  • Regione del Veneto
  • Città Metropolitana di Milano

Istituzioni Sportive

  • CONI – Comitato Regionale Lombardia

Partner Formativi, Associativi e di Settore

  • Expo Training (La Fiera della Formazione)
  • ANS (Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Lombardia)
  • ANS (Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Veneto)
  • A.D.L.I. (Associazione Datori di Lavoro Italiani)
  • FTN (Fascicoli Tecnici Nazionali)
  • C Sport Marketing

COME PARTECIPARE:

La partecipazione all’evento, con partenza alle 11.30, è aperta a un pubblico di tutte le età. Sono previste due tipologie di pacchi gara, per giovani e adulti, pensati per vivere l’esperienza in modo condiviso. Il percorso di 5 km sarà arricchito da quattro “Fun Point”, spazi esperienziali dedicati a momenti di gioco e contenuti di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e del contrasto al bullismo. L’Hero Beat Run Music Village sarà aperto dalle ore 9:00 alle ore 16:30: musica, attività, intrattenimento e postazioni di Food Truck accompagneranno tutta la giornata, prima e dopo la corsa fino alla festa finale.

I primi 1.000 iscritti riceveranno un Race Kit (t-shirt tecnica, pantaloncino, cappellino e zainetto) brandizzato Nike, Main sponsor dell’iniziativa, che ha scelto di sostenere il progetto fin dall’inizio per la forte coerenza con i valori che da sempre caratterizzano il noto brand: sport come strumento di crescita, inclusione e ispirazione per le nuove generazioni.

Maggiori informazioni e iscrizioni:

Sito:www.herobeatrun.com
Instagram: Hero Beat Run

Website: deichmann.com

DEICHMANN SE, con sede principale a Essen, in Germania, è stata fondata nel 1913 ed è tuttora controllata interamente dalla famiglia fondatrice. Il Gruppo è leader europeo nel mercato retail delle calzature ed è operativo in oltre 30 Paesi in tutto il mondo. L’azienda ha oltre 50.000 dipendenti e gestisce più di 4.700 negozi e 40 canali e-commerce. Oltre ai negozi DEICHMANN, l’azienda possiede Dosenbach, Ochsner Shoes e Ochsner Sport in Svizzera, vanHaren nei Paesi Bassi e in Belgio e Rack Room Shoes negli Stati Uniti. Inoltre è proprietaria del Gruppo SNIPES con negozi e online shop in Europa e negli Stati Uniti. Da decenni l’azienda è impegnata in diversi progetti sociali, ad esempio attraverso la Fondazione DEICHMANN.

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MILANO GIORNATA DELLA PROTEZIONE CIVILE 2026

Posted by Freemilano su 21 settembre 2026

#Milano #Idroscalo #giornata #ProtezioneCivile

All’Idroscalo premi e memoria per la Giornata della Protezione Civile 2026

21 settembre 2026. Quest’anno è stata la Città metropolitana di Milano ad ospitare l’evento. Premiati il Corpo Volontari Protezione Civile di Milano, Flavia Moro della Squadra Emergenza Operativa di Bollate. Encomio alla memoria dello storico funzionario Adriano Pipitone.

La Città metropolitana di Milano ha ospitato, al Parco Idroscalo, la Giornata regionale della Protezione Civile 2026. L’evento ha fatto da cornice alla cerimonia di consegna del Premio Giuseppe Zamberletti per la Lombardia, importante riconoscimento promosso da Regione Lombardia per valorizzare l’impegno, la dedizione e la professionalità del sistema di Protezione Civile.
Alla cerimonia erano presenti, oltre a Sara Bettinelli, Consigliera delegata agli Affari Istituzionali, Zone Omogenee, Protezione Civile e Polizia metropolitana della Città metropolitana di Milano, anche Romano La Russa, Assessore alla Sicurezza e Protezione Civile di Regione Lombardia, Federico Romani, Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Natale Mazzei, Vicecapo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Marco Granelli, Assessore alla Protezione Civile, Opere pubbliche e Cura del territorio del Comune di Milano e Dario Pasini, Presidente del Comitato Regionale del Volontariato Organizzato di Protezione Civile.

Tra i premiati dell’edizione 2026, il Corpo Volontari Protezione Civile di Milano, insignito del Premio Giuseppe Zamberletti “per la capacità di trasformare cinquant’anni di esperienza nel volontariato in un servizio concreto e attuale, investendo nella preparazione dei propri volontari, nella collaborazione con le istituzioni e nella diffusione della cultura di Protezione Civile”. A ritirare il riconoscimento è stato il presidente Giovanni Sergio Caruso.
Il premio è stato inoltre conferito a Flavia Moro, della Squadra Emergenza Operativa di Bollate, “per aver svolto un percorso straordinario di oltre trent’anni, contribuendo in modo determinante alla diffusione della cultura di Protezione Civile e alla formazione di volontari, studenti e operatori. Ha promosso e coordinato numerosi progetti, rafforzando il legame tra scuola, istituzioni, volontariato e territorio”.

Particolarmente emozionante il momento dedicato alla memoria di figure che hanno lasciato un segno profondo nel sistema lombardo della Protezione Civile. Tra i riconoscimenti alla memoria è stato ricordato Adriano Pipitone, storico funzionario della Provincia di Milano e punto di riferimento per la Protezione Civile del territorio milanese, scomparso lo scorso luglio.
Ad Adriano Pipitone è stato conferito un attestato di riconoscenza (ritirato dalla sorella) per il lungo e qualificato servizio prestato nel sistema di Protezione Civile lombardo quale responsabile del Servizio Protezione Civile della Provincia di Milano e per il determinante contributo allo sviluppo del coordinamento territoriale del volontariato, svolto con competenza, dedizione e spirito di servizio a favore della collettività.

“La cerimonia ha rappresentato un momento significativo per rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno operano a tutela delle comunità e dei territori, mantenendo vivo lo spirito di servizio che ha contraddistinto l’opera di Giuseppe Zamberletti, padre della moderna Protezione Civile italiana – ha commentato la consigliera delegata della Città metropolitana di Milano – Un’occasione anche per onorare chi, purtroppo ci ha lasciato, ma che continua a guidare col suo operato l’esempio di volontari e volontarie, ma anche di noi istituzioni, che abbiamo il compito di rafforzare ogni giorno il sistema di Protezione Civile. Ringrazio tutti i presenti e le autorità presenti: davvero un bel momento di comunità”.

Palazzo Isimbardi, via Vivaio 1 – 20122 Milano

www.cittametropolitana.mi.it

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GRAZIE A LUCHINO VISCONTI alla Scala di Milano

Posted by Freemilano su 21 settembre 2026

Mostra “GRAZIE A LUCHINO VISCONTI” a Milano dal 22 settembre

Il Teatro alla Scala celebra il grande regista milanese a cinquant’anni dalla morte: al Museo Teatrale una mostra curata da Giovanni Agosti e allestita da Margherita Palli racconta il legame profondo tra Visconti e il Teatro che ne ha segnato la vita e la carriera

GRAZIE A LUCHINO VISCONTI

Il Teatro alla Scala celebra il grande regista milanese a cinquant’anni dalla morte:

al Museo Teatrale una mostra curata da Giovanni Agosti racconta il legame profondo

tra Visconti e il Teatro che ne ha segnato la vita e la carriera

Il Teatro alla Scala rende omaggio a Luchino Visconti (1906-1976), in occasione dei cinquant’anni dalla sua morte. E lo fa attraverso una mostra, visitabile dal 22 settembre 2026 al 31 marzo 2027, curata da Giovanni Agosti e con l’allestimento di Margherita Palli, che occupa gli spazi della Biblioteca Livia Simoni all’interno del Museo Teatrale alla Scala. Non è la prima volta che la Scala dedica una mostra a Luchino Visconti: già nel 1978 si era tenuta qui, nel Ridotto dei Palchi, un’esposizione dedicata alla multiforme carriera del regista. In questa circostanza, invece, l’attenzione è concentrata sul rapporto con il massimo teatro milanese, le cui vicende riguardano Visconti anche per ragioni familiari.

Non una semplice celebrazione, ma il racconto di un legame lungo una vita: quello tra Visconti e la Scala, teatro che il regista frequentò fin dall’infanzia e nel quale, dal 1954, rivoluzionò il modo di concepire la regia d’opera.

La vicenda scaligera di Visconti comincia ufficialmente il 7 dicembre 1954 con La vestale e attraversa alcuni dei titoli e degli interpreti più importanti del secondo Novecento. Ma il rapporto con la Scala nasce molto prima: la famiglia Visconti di Modrone era legata istituzionalmente al Teatro fin dal 1898 e Luchino vi cresce come abituale frequentatore del palco di famiglia.

Otto gli spettacoli di Visconti andati in scena alla Scala, in un percorso destinato a lasciare un segno profondo nella storia del teatro musicale italiano e internazionale. Le sue regie, caratterizzate da una straordinaria forza visiva e da un rigoroso rispetto dell’espressione musicale, contribuirono ad avvicinare all’opera anche un pubblico nuovo.

La mostra si pone in un rapporto di continuità rispetto alla precedente esposizione (“La rivoluzione del Ring – Visconti Ronconi Chéreau”), mantenendone in parte la tipologia di allestimento: anche in questo caso, la mostra è raccontata attraverso libri, documenti, bozzetti e figurini, proiezioni, pezzi di attrezzeria, rassegne stampa, costumi. Ogni tanto, però, la concentrazione si allenta e la biblioteca diventa un arsenale di apparizioni e rimandi immaginifici all’universo di Visconti al Teatro alla Scala.

Al centro, alcuni spettacoli entrati nella storia del teatro musicale, a partire da La traviata del 1955, con la direzione di Carlo Maria Giulini, le scene di Lila De Nobili e Maria Callas protagonista, la cui storica serata inaugurale rivive nelle sale del Museo attraverso la trasmissione del Preludio e dell’applauso con cui il pubblico ne accolse la leggendaria apertura di sipario.

Proprio il rapporto con Maria Callas occupa un posto speciale nel percorso espositivo. I suoi costumi di scena, le immagini e le testimonianze raccontano la collaborazione tra due personalità che hanno cambiato per sempre la storia dell’opera. Qui un legame profondo proprio con le sale del Museo: Visconti suggeriva alla cantante posture e gestualità, invitandola a confrontarsi con le immagini delle grandi interpreti del passato, da Eleonora Duse a Sarah Bernhardt.

La mostra racconta anche ciò che non fu possibile realizzare: dal Falstaff richiesto da Arturo Toscanini per l’inaugurazione della Piccola Scala al Poliuto, fino al progetto del Ring wagneriano, che Visconti avrebbe dovuto mettere in scena tra il 1973 e il 1976 e al quale dovette rinunciare a causa della malattia, snodo-chiave della mostra, analogamente a quanto avvenuto per la precedente esposizione, “La rivoluzione del Ring – Visconti Ronconi Chéreau”.

È anche attraverso questi progetti mancati che emerge la dimensione più umana dell’artista alla ricerca di “quell’odore di Milano che nessuno mi restituirà, i giardini sul Naviglio, le carrozze, i profumi che uscivano dalle botteghe, nostalgia delle rondini che la sera volavano intorno a casa nostra, in via Cerva, le campane di San Carlo… Mi verrebbe voglia di ricostruirlo. Mia madre ci portava a passeggio sui bastioni, sento ancora il sudore dei cavalli. All’ora di cena, la luce del lampadario in sala da pranzo si abbassava e mio padre diceva: ‘Hanno acceso alla Scala’. Sì, queste sono le mie più forti nostalgie”.

“Grazie a Luchino Visconti” prosegue idealmente il percorso dedicato alla grande regia del teatro musicale intrapreso dal Museo Teatrale alla Scala e restituisce, attraverso un patrimonio documentario ancora ricco di materiali da esplorare, la traccia di un artista per il quale il melodramma era testualmente “l’immagine-compendio di quello che è la vita”.

A cinquant’anni dalla sua scomparsa, la Scala torna così a dire grazie a Visconti: per aver trasformato il palcoscenico in un luogo di visione, rigore e passione; per aver unito musica, teatro e cultura in una forma nuova; e per aver lasciato, nella storia della Scala e della cultura del Novecento, un’impronta ancora viva.

GRAZIE A LUCHINO VISCONTI. LA MOSTRA SALA PER SALA:


  1. VISCONTI ALLA SCALA

    La sala introduce gli otto spettacoli realizzati da Visconti per la Scala e i molti progetti mai compiuti, delineando la sua idea del melodramma come sintesi della vita. Filmati di repertorio, noti e ignoti, fanno conoscere il metodo di lavoro dell’artista.


  2. LA SCALA IN CASA VISCONTI

    Ricordi familiari, vicende biografiche e il palco numero 4 raccontano un legame nato nell’infanzia.

La storia dei Visconti si intreccia con quella del Teatro, che la famiglia contribuì a sostenere.


  1. LA VESTALE E LA SONNAMBULA, 1954-1955

    Il debutto nella regia lirica accosta il Neoclassicismo monumentale della Vestale al Romanticismo rarefatto della Sonnambula. Al centro, Maria Callas e una nuova unità fra canto, recitazione e immagine.


  2. LA TRAVIATA, 1955

    La sala rievoca lo spettacolo simbolo della collaborazione tra Visconti e la Callas. La Parigi degli impressionisti, se non quella addirittura del giovane Proust, la precisione dei gesti e l’impianto visivo trasformano l’opera di Verdi, che era invece ambientata a metà dell’Ottocento, in un teatro moderno e profondamente umano.


  3. MARIO E IL MAGO, 1956

    L’azione coreografica tratta da un racconto di Thomas Mann alterna realtà popolare e fantasia. Nella Versilia degli anni Trenta, musica, danza e illusionismo compongono una parabola sul potere e sulla manipolazione.


  4. ANNA BOLENA E IFIGENIA IN TAURIDE, 1957

    Due riletture radicali: il Cinquecento inglese ricostruito attraverso Holbein e un’Ifigenia rococò ispirata a Tiepolo, ai Bibiena e a Juvarra. La ricerca iconografica diventa azione scenica.


  5. DA POLIUTO AL RING, 1960-1972

    L’ultima sala segue i progetti maturi, tra rinunce, censura, tournée e ritorni alla Scala: da Poliuto al Trovatore, da Egmont fino al Ring wagneriano, che la malattia impedì a Visconti di realizzare.

Si ringrazia Rolex, Main Partner e Orologio Esclusivo del Museo Teatrale alla Scala, e Samsung, Partner tecnologico.

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